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Copertone selvaggio: lo smaltimento illegale degli pneumatici frutta alle mafie 2 miliardi

Un copertone è per sempre.

Scimmiottare una nota pubblicità di diamanti riesce amaramente semplice leggendo il Rapporto Ecomafia 2011 presentato questa mattina a Roma da Legambiente, presso la sede del Cnel. Un rapporto dedicato ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica (Salerno) ucciso il 5 settembre 2010.

Al di là dei numeri e delle cifre dei traffici illegali – 82.181 tir carichi di rifiuti, uno dietro l’altro, una fila lunga 1.117 chilometri, più o meno da Reggio Calabria a Milano o ancora 26.500 nuovi immobili abusivi stimati nel 2010 o ancora 19,3 miliardi di fatturato, sempre nel 2010, dal complesso delle attività illecite – quel che colpisce quest’anno è il lunghissimo capitolo dedicato al mercato illegale dei pneumatici fuori uso.

Un vero e proprio dossier (“Copertone selvaggio”), redatto da Legambiente in collaborazione con la società Ecopneus, creata nel 2009 da Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli per gestire il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale degli pneumatici fuori uso in Italia.

Secondo le stime elaborate da Ecopneus ogni anno spariscono nel nulla – o si disperdono in canali poco chiari – circa 80mila tonnellate di pneumatici fuori uso, quasi un quarto degli pneumatici immessi in commercio nello stesso arco di tempo. “Con ogni probabilità finiscono nelle maglie del mercato illegale – si legge nel Rapporto Ecomafia 2011 – diventano oggetto di traffici nazionali e internazionali, o finiscono abbandonati in discariche abusive”.

LE DISCARICHE ABUSIVE

Secondo il censimento di Legambiente, dal 2005 al 30 aprile 2011 sono state individuate 1.250 discariche illegali, per un’estensione di circa 6,6 milioni di metri quadrati. Un’area più vasta di 800 campi da calcio. “ Si va dalle discariche di ridotte dimensioni, frutto della smania di risparmiare qualche spicciolo da parte di piccoli operatori, gommisti, officine, trasportatori, intermediari – scrivono gli estensori del Rapporto – a quelle più grandi, dove appare evidente la presenza di attività organizzate per il traffico illecito, svolte sia in Italia sia all’estero”.

La conferma di questi traffici arriva dai risultati delle inchieste condotte dalle Procure: 19, con 58 ordinanze di custodia cautelare, 413 denunce e 122 aziende sequestrate. I traffici illeciti hanno riguardato 16 regioni italiane e hanno coinvolto, sia come porti di transito sia come meta finale di smaltimento, 8 Stati esteri: Cina, Hong Kong, Malesia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal.

Dalle indagini emerge come gli pneumatici fuori uso siano tra le materie più gettonate dai trafficanti: questa tipologia di rifiuti è stata al centro del 10,4% delle inchieste svolte dal 2002 al 30 aprile 2011.

IL COSTO ECONOMICO

Legambiente ed Ecopneus hanno stimato le conseguenze economiche di “copertone selvaggio” (mancato pagamento dell’Iva per le attività di smaltimento, vendita illegale di pneumatici, perdite causate alle imprese di trattamento, fino agli oneri per la bonifica dei siti illegali di smaltimento).

La perdita economica per lo Stato può essere quantificata in oltre 140 milioni all’anno, di cui circa 3 milioni per il mancato pagamento dell’Iva sugli smaltimenti e la rimanente parte per il mancato pagamento dell’Iva sulle vendite dei pneumatici.

I mancati ricavi degli impianti di trattamento, costretti a lavorare a regimi ridotti a causa della fuoriuscita di pneumatici fuori uso dal ciclo legale, possono essere quantificati in almeno 150 milioni all’anno.

I costi di bonifica delle discariche abusive di pneumatici fuori uso sequestrate nel

periodo 2005/settembre 2010, che solitamente sono a carico dei contribuenti, possono essere stimati in almeno 400 milioni.

Sulla base di queste stime non è azzardato ipotizzare un danno economico complessivo, sia alle finanze pubbliche sia all’imprenditoria legale, accumulato sempre nel periodo 2005/aprile 2011, di oltre 2 miliardi.

PUGLIA AL TOP

Le regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), sono quelle più colpite dalla presenza di siti illegali: qui si concentra più del 63% delle discariche abusive, per una superficie complessiva pari al 71,8% di quella sequestrata in tutta Italia dalle Forze dell’ordine.

La prima regione per numero di discariche sequestrate, contenenti pneumatici fuori uso, è la Puglia, con 258 siti, più del 20% del totale nazionale. Al secondo posto si colloca la Campania con 195 siti illegali, seguita dalla Calabria (179) e dalla Sicilia (166). Tra le regioni del Centro, il Lazio è la più colpita con 88 siti illegali. Al primo posto tra le regioni del Nord c’è il Piemonte, con 48 discariche sequestrate.

LE ROTTE ASIATICHE

L’Italia esporta rifiuti, principalmente verso Cina, Hong Kong, Malesia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal. Destinazioni che figurano proprio nelle 19 inchieste che hanno riguardato gli pneumatici fuori uso. Solitamente i flussi, dai moli italiani, vengono dirottati oltreoceano, verso il Sud Est asiatico, in particolare in Malesia.

A prendere la via del mare è soprattutto il cosiddetto “ciabattato”, ossia gli pneumatici fuori uso che vengono utilizzati come combustibile per cementifici, cartiere, termovalorizzatori e così via, oppure per la realizzazione di fondazioni stradali e ferroviari, rilevati stradali alleggeriti e bacini di ritenzione delle acque piovane.

Ma non solo: nei flussi internazionali, gli pneumatici fuori uso servono anche a camuffare il trasporto di altri tipi di rifiuti particolarmente tossici. Uno studio effettuato a marzo 2010 dall’Agenzia delle dogane (Direzione regionale di Lazio e Umbria) ha confermato nel 2009 un forte “incremento delle esportazioni associate al codice doganale relativo agli sfridi e scarti di gomma, che è quello più appropriato per la codifica del ciabattato da pneumatico fuori uso”. Una crescita triplicata rispetto al 2008, superando di molto la quota di 30.000 tonnellate. “Si tratta di dati sicuramente parziali – chiosano i ricercatori di Legambiente –  che non tengono conto, ovviamente, dei continui flussi illegali verso l’estero”.

r.galullo@ilsole24ore.com

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  • Carmela C. |

    ci sono dei dati aggiornati, lei ha avuto modo di tornare sul problema? mi risulta che il Ministero dell’ambiente abbia aumentato il costo per lo smaltimento degli pneumatici http://www.ecotyre.it/index.php?option=com_content&view=article&id=159&lang=it : non è un controsenso? non rischia di far crescere il traffico illegale? mi occupo della comunicazione di una piccola associazione ambientalista che, con operazioni come ‘niente leghe sotto i mari’, bonifica porti e porticcioli..la seguo il più possibile, Carmela

  • valledelsacco |

    Molto interessante questo discorso sui pneumatici. Che tra l’altro non vengono inceneriti solo all’estero. Nella mia città (Anagni-fr) c’è un inceneritore di pneumatici dismessi, di proprietà proprio di una delle aziende nominate sopra nell’articolo. Purtroppo i terreni circostanti risultano contaminati da diossina e interdetti all’uso agricolo con ordinanze del sindaco da piu di due anni ormai. Come la mettiamo?

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