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ESCLUSIVO/7 La verità di Nino Lo Giudice su uomini e affari della cosca Tegano, a partire dalla Multiservizi

 Il 30 novembre 2010 l’infaticabile Nino Lo Giudice continua a sostenere l’interrogatorio nel carcere romano di Rebibbia alla presenza del Procuratore capo Giuseppe Pignatone, del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino Giarritta, di Renato Cortese capo della Squadra mobile di Reggio Calabria e dell’avvocato Fernando Catanzaro del Foro di Roma

All’ora di pranzo, Pignatone tira fuori un album predisposto dalla squadra Mobile, sezione criminalità organizzata, con 30 foto, che Lo Giudice è chiamato a riconoscere (o meno).

Si tratta di 30 nominativi sui quali, è logico pensare, la magistratura reggina stia raccogliendo elementi, prove, riscontri, dati, fatti, incroci e circostanze utili anche a ricostruire la mappa della criminalità e della zona grigia cittadina e provinciale.

La prima foto la riconosce: è quella di G.B. detto Franco, del quale Lo Giudice racconta l’appartenenza alla cosca Tegano.

Anche la seconda foto viene riconosciuta: è quella di A.B., fratello del primo. Non si parla di affiliazione ma è ovvio che anche lui appartiene alla cosca Tegano.

La terza foto, di G.P., non viene riconosciuta.

La quarta foto, riconosciuta, è di L.M., anche lui apparteneva alla cosca Tegano. Ma ora? “Guardate – risponde Lo Giudice a Pignatoneun personaggio così non credo che può rimanere fuori in quanto diciamo è un killer specializzato”.

La quinta foto, riconosciuta, è di F.P., che secondo il racconto del pentito è cognato di Pasquale Tegano.

La sesta foto, anch’essa riconosciuta, è del fratello A.P., anch’egli ovviamente affiliato alla cosca Tegano.

La settima foto, riconosciuta, è di A.R., che secondo Lo Giudice fa filtrare molte notizie sulla cosca Tegano.

L’ottava foto, di tal V. Z., non viene riconosciuta.

La nona foto, riconosciuta, è di P.P., detto “Lucifero” affiliato sempre secondo Lo Giudice, alla cosca Tegano. “Questa persona – dichiara Lo Giudicenon guarda a nessuno in faccia e quello che gli viene chiesto non ci pensa due volte a farlo”.

Riconosciuta anche la decima foto, quella di R.A., della cosca Tegano secondo quanto racconta (ripetiamo allo sfinimento) Lo Giudice.

La foto numero 11, riconosciuta, ritrae G.R., per Lo Giudice ex affiliato della cosca Audino.

Non viene riconosciuto E.E.D., mentre nella foto n.13 viene riconosciuto E.F., detto Peppe che, secondo Lo Giudice, “fa affari con i Tegano, cosca al quale è affiliato”.

Nella foto numero 14 il pentito riconosce A.L.V., anche lui affiliato alla cosca Tegano. Interessante scoprire ciò che Nino Lo Giudice dice di lui e dei familiari: “…morti di fame…loro distribuiscono caffè e bevande in tutti i posti credo anche in Questura se sbaglio non faccio…”.

“Se sbaglio non faccio” è un’espressione che Nino Lo Giudice ripete spesso. La trovo irrispettosa e irresistibile al tempo stesso e dunque, se sbaglio non faccio, non

prenderò più caffè negli uffici pubblici di Reggio Calabria. Anche perché leggete come Lo Giudice spiega a Pignatone la penetrazione nel settore pubblico: “Dottore è molto facile capirlo perché se sono affiliati alla cosca Tegano quindi hanno strade sia a vincere appalti di distributori automatici e tante altre cose…”.

Poi Lo Giudice riconosce il padre del precedente, G.L.V., mentre nella foto n.16 riconosce A.P., detto “u troio”.

La foto 17, quella di F.B., ci mette un po’ a riconoscerla, così come la seguente, quella di F.L.V. e la 19, quella di C.S..

La foto 21 non viene riconosciuta: è quella di P. R., così come la numero 22 che ritrae V.D’A.. Su quest’ultimo, però, Lo Giudice ha un sussulto e si ricorda che è della cosca De Stefano.

Le foto 23, 24 e 25 sono facili come riconoscere Maradona: si tratta di Paolo, Giuseppe e Bruno Tegano. Ma quest’ultimo a Lo Giudice non risulta affiliato, sarebbe fuori dal giro.

La foto numero 26, quella di E.B., a Lo Giudice non dice nulla, mentre nella numero 27 riconosce P.U., anche lui per il pentito affiliato alla cosca Tegano.

Nella 28 riconosce M. G. sul quale non aggiunge affiliazione, mentre nella numero 29 riconosce C.V., che gli sembra “un Condello” ma con cui non ha mai avuto nulla a che fare, così come con l’ultimo, B.N., che neppure riconosce nell’album di foto che, a questo punto si chiude.

LA FIGURA DI RICHICHI SECONDO LO GIUDICE

Ma se avete saputo tenere il conto vi sarete resi…conto che manca la foto numero 20.

La ventesima foto che Nino Lo Giudice riconosce nel corso dell’interrogatorio nel carcere romani di Rebibbia, è quella di Giuseppe Richichi. E qui conviene soffermarsi perché costui non è uno qualunque. E’ un socio privato della Multiservizi spa partecipata dal Comune di Reggio Calabria, che il 5 aprile è stato fermato dalla polizia giudiziaria nell’ambito dell’operazione “Archi” della Dda di Reggio.

Vale la pena di trascrivere questa parte di interrogatorio.

Lo Giudice Antonino: so che Carmelo Barbaro ha diciamo come vi devo dire … ha un’amicizia molto stretta e credo che nella Multiservizi sia lui che Carmelo Barbaro hanno qualche cosa da spartire, da spartire in quanto si diceva in giro che Carmelo Barbaro ne prendeva parte in questa società.

Pignatone: si diceva chi lo diceva?

Lo Giudice Antonino: si diceva in giro, lo diceva Luciano, lo diceva Stefano Costantino, DomenicoGangemi, in generale ecco!

Pignatone: e quindi questo è comunque affiliato pure lui alla …

Lo Giudice Antonino: credo che è affiliato alla cosca di Carmelo Barbaro.

Pignatone: Tegano in particolare Barbaro.

Lo Giudice Antonino: .

Pignatone: lei c’ha avuto a che fare?

Lo Giudice Antonino: sì c’ho avuto a che fare in quanto mio fratello Luciano, se non mi ricordo male, circa sette/otto anni fa anche di più aveva prestato dei soldi a questa persona e che poi …

Pignatone: a Richichi?

Lo Giudice Antonino: sì a Richichi sempre di affari non di usura e quindi in un bel momento questo si presentò da Luciano dicendo che non poteva più restituire i soldi …ascoltate, non poteva restituire i soldi, adesso adesso c’è da ridere veramente e allora dietro questa persona si presentò uno dei Condello se non mi ricordo male…

Pignatone: dei Condello?

Lo Giudice Antonino: dei Condello o dei Tegano non mi ricordo di preciso, dicendo che lui non aveva più i soldi e che non poteva tornarli, alla fine dei discorsi chi si presentò portò i soldi e la situazione si è chiusa, mi sembra che doveva dare a Luciano un 50.000.000 mi sembra.

Pignatone: una decina di anni fa ancora in lire.

Lo Giudice Antonino: sì, sì.

Pignatone: e avete avuto una grande discussione?

Lo Giudice Antonino: no, discussione più che altro lui voleva fare il furbo con Luciano…

Pignatone: ed è intervenuto lei.

Lo Giudice Antonino: … perché sentendosi le spalle coperte dai Tegano, mi sembra dai Tegano, e allora cercò diciamo di accaparrarsi dei soldi di Luciano.

Pignatone: e poi lei, è intervenuto lei a parlare con questo inviato.

Lo Giudice Antonino: sì, mi sembra che c’ero pure io.

Pigantone: e alla fine portò i soldi.

Lo Giudice Antonino: sì portò i soldi, li portò quello che si presentò a aggiustare le cose.

Bene ora mi fermo. Vi do appuntamento ai prossimi giorni. Ora vado a dedicarmi un po’ alla scrittura del mio libro (“Vicini di mafia”) che uscirà in autunno.

7– the end (le precedenti 6 puntate sono state pubblicate il 16, 17, 18, 19, 20 e 21 maggio)

r.galullo@ilsole24ore.com

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica alle 0.15 circa. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

p.p.s. Il mio libro “Economia criminale – Storia di capitali sporchi e società inquinate” è ora acquistabile con lo sconto del 15% al costo di 10,97 euro su: www.shopping24.ilsole24ore.com. Basta digitare nella fascia “cerca” il nome del libro e, una volta comparso, acquistarlo.

7– the end (le precedenti  puntate sono state pubblicate il 16, 17, 18, 19, 20 e 21 maggio)

r.galullo@ilsole24ore.com

p.s. Invito tutti ad ascoltare la mia trasmissione su Radio 24: “Sotto tiro – Storie di mafia e antimafia”. Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 6.45 circa e in replica alle 0.15 circa. Potete anche scaricare le puntate su www.radio24.it. Attendo anche segnalazioni e storie.

p.p.s. Il mio libro “Economia criminale – Storia di capitali sporchi e società inquinate” è ora acquistabile con lo sconto del 15% al costo di 10,97 euro su: www.shopping24.ilsole24ore.com. Basta digitare nella fascia “cerca” il nome del libro e, una volta comparso, acquistarlo.

  • ANNUNZIATA SERRAINO |

    E’ INCREDIBILE, ADESSO LE PERSONE CHE COMPIONO AZIONI CRIMINOSE DEL GENERE DELLE BOMBE ALLA PROCURA SONO TUTELATI DALLO STATO, MENTRE CHI E’ STATO INGIUSTAMENTE ACCUSATO SI TROVA ANCORA IN PRIGIONE CON ACCUSE EFFIMERE ADSPETTANDO LA FINE DI PROCESSI LUNGHI E INUTILI PERCHE’ IN OGNI CASO ADESSO LA PROCURA NON PUO’ AMMETTERE IL SUO FALLIMENTO NELLE INDAGINI FATTE E SICURAMENTE I GIUDICI SARANNO ORIENTATI A DIFENDERE CHI E’ DALLA LORO PARTE….

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