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ESCLUSIVO VARANO/3: le tracce di Eutelia, Omega, del pollo Amadori e del Treviso calcio portano a San Marino

Eccomi di nuovo qui. Contenti? Immagino, a San Marino starete facendo i salti di gioia con capriole annesse.

A fare le capriole saranno soprattutto quelli che (in malafede?) hanno cercato le talpe nel Tribunale di San Marino – di cui chiede conto a San Marino la Procura di Forlì nella rogatoria Varano-bis – nella tana sbagliata. E dire che l’articolo che ho scritto il 1° marzo (andatevelo a rivedere su questo blog) era inequivocabile: la talpa non è “del” Tribunale ma “nel” Tribunale, tra coloro i quali, scrivevo, hanno libero accesso. Indovinello: oltre ai magistrati, chi sono?

Sapete – cari lettori – che ci muoviamo nell’ambito della cosiddetta inchiesta Varano (figlia dell’altra, Re Nero), nella quale la Procura di Forlì ipotizza, tra l’altro, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, che sarebbe avvenuta sul Titano. Per indagare e provarlo, la Procura spedì ben 4mila pagine a San Marino ma niente da fare: richiesta respinta (dopo il sì del commissario della legge Rita Vannucci). Per non disperdere parte del lavoro ed eliminati dalla richiesta-bis tutti i reati di mafia, la Procura di Forlì vuole ora da verificare, con questa rogatoria bis, gli intrecci societari, i prestanome, i rapporti finanziari, l’eventuale esportazione di capitali eccetera eccetera ed eventuali reati connessi (si vedano i miei precedenti post del 25 gennaio e 1° marzo).

Perché torno subito sul tema è presto detto. Avevo rimosso – e poi in piena notte alcuni giorni fa mi è tornato in mente – che nella prima richiesta (quella bocciata da San Marino con un tuffo giudiziario a coefficiente di difficoltà olimpico) c’era un cognome che mi era rimasto impresso ma non sapevo perchè: Landi.

Ebbene di questo Landi, Angelo Landi e di altri personaggi, i pm forlivesi Fabio Di Vizio e Marco Forte chiedevano innanzitutto  di sapere se erano titolari di rapporti bancari, finanziari e fiduciari con la la Cassa di Risparmio di San Marino e/o con Carifin. In caso positivo, la Procura di Forlì, che per questo aveva chiesto piena assistenza giudiziaria a San Marino, aveva persino predisposto un questionario da sottoporre ad Angelo Landi & c.

IL QUESTIONARIO PER ANGELO LANDI

I pm avrebbero voluto sapere:

1) la tipologia del rapporto (conto corrente, posizioni fiduciarie, dossier titoli ecc.) con indicazione di qualsiasi altra tipologia di contratto inerente ovvero collegato al predetto rapporto (ad esempio deposito titoli, contratti di finanziamento, concessione di aperture di credito, mutui ipotecari ecc.);

2) gli estremi identificativi completi (come risultano dal censimento anagrafico effettuato in sede di accensione) dei soggetti intestatari del rapporto e degli eventuali cointestatari;

3) la documentazione presentata in sede di apertura del rapporto (statuto e bilancio in caso di società, dichiarazione dei redditi ecc.);

4) gli estremi identificativi dei soggetti delegati ad operare sul rapporto;

5) la data di apertura del rapporto e, qualora cessato, data di cessazione;

6) l’operatività sul rapporto (specificando in particolare le modalità di accensione del conto (se avvenuta a mezzo bonifico, versamento di denaro contante o titoli di credito ecc.), la tipologia di operazioni maggiormente ricorrenti sullo stesso, come bonifici, versamenti assegni e contanti ecc., emissione assegni bancari e/o circolari, prelevamento contanti, investimenti in titoli ecc., presentazione di ri.ba.; saldi contabili mensili, trimestrali ed annuali; modalità dell’eventuale estinzione del rapporto).

Dopo questa sfilza di quesiti, un’altra serie di domande che ruotano intorno alla “fissa” dei pm forlivesi (e in genere di tutti coloro i quali pensano, giustamente, che il contante sia ancora il metodo privilegiato e privilegiabile per operazioni sospettabili  di riciclaggio): il contante.

La Procura, infatti, nella prima rogatoria Varano chiedeva, nel caso di prelievi in contante, di specificare il taglio delle banconote rilasciate (in particolare sulle banconote da 500 euro) e se veniva applicata una commissione sull’importo richiesto in contanti.

Per assegni bancari e/o circolari la Procura voleva sapere se vi erano contestuali prelievi di denaro o, diversamente, intercorrevano alcuni giorni tra le due operazioni.

E poi ancora l’altra fissa dei pm forlivesi (e non solo): i prestanome. Potrebbero esserci stati casi di presentazione all’incasso di titoli di credito da parte di soggetti diversi dai reali beneficiari?

LA ROGATORIA-BIS , LANDI ED EUTELIA

Leggendo la rogatoria-bis quel cognome, Landi, riappare chiaro perché i due pm di Forlì, fatto salvo quanto già richiesto in prima fase, chiedono espressamente assistenza giudiziaria in materia penale per accertare se “Angelo Landi, la società Eutelia” e un gruppo di altri imprenditori (tra gli altri un importante e famosissimo imprenditore orafo aretino, un imprenditore edile laziale, una finanziaria di Senigallia e varie altre persone fisiche e giuridiche di cui per ora non faccio nomi e cognomi) “fossero o meno titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin Sa;  in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie (dossier intero, mandato fiduciario, estratti di conto corrente ovvero note riepilogative della movimentazione delle relative posizioni fiduciarie, degli assegni versati ed emessi, delle distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc); nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009”.

Ecco il collegamento: si scrive Landi, si legge Eutelia, vale a dire l’azienda di telecomunicazione aretina, quotata in Borsa, attualmente al centro delle cronache nazionali per le incredibili vicissitudini di migliaia dipendenti e per le peripezie di diversi rami d’azienda.

Eutelia, in questo momento, è anche al centro di un’inchiesta della Procura di Arezzo (si veda la Nazione del 10 febbraio a pagina 18) secondo la quale in vari modi, dai conti della società, sarebbero spariti quasi 100 milioni di euro che sarebbero andati all’estero attraverso acrobazie finanziarie, triangolazioni e passaggi in vari paradisi fiscali e no.

Ora si scopre che, dopo Arezzo, anche Forlì vorrebbe indagare su Eutelia e sulla famiglia Landi, ammesso e non concesso che, dopo la prima sonora bocciatura alla rogatoria di ottobre 2009, San Marino lo consenta.

Lo consentirà il regno del segreto bancario arroccato alle pendici del Titano? Mah…

IL MISTERO OMEGA

Solo un inciso: nella richiesta di rogatoria bis si legge che la Procura di Forlì vorrebbe anche acquisire in copia o sequestrare la documentazione integrale  relativa a ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e  fiduciario intrattenuto con la Crrsm spa e con la Carifin sa di “tale OMEGA”, nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009.

Scrive proprio così: “tale OMEGA” e non “tal Omega”, lasciando presupporre che si tratti di una prsona giuridica e non fisica. Di più non dice e, per quel che conta, la richiesta non è rubricata accanto all’analoga richiesta fatta per Landi ed Eutelia.

Ma perché lo scrivo? Perché Eutelia – se non mi sono perso qualche passaggio di questa incredibile vicenda – ha ceduto a una società che si chiama “Omega” le proprie attività industriali nell’ambito dell’information technology. La cessione è avvenuta (ripeto: se non mi sono perso qualche passaggio e in tal caso chiedo a chi ne sa di più di correggermi) attraverso la vendita a Omega SpA del 100% della propria controllata Agile Srl, società alla quale erano state in precedenza trasferite le attività IT di Eutelia.

Perdersi in questa vicenda è facilissimo: leggo a esempio che il 18 gennaio 2010 il Tribunale di Roma avrebbe congelato la cessione del ramo aziendale da Eutelia ad Agile.

Strano, comunque stiano le cose, un particolare. Sul Corriere della Sera de
l 9 ottobre 2009 il collega Filippo Astone scriveva che “…Omega, a sua volta è posseduta da Matrix, una piccola società romana (880 mila euro di fatturato, 112 mila di capitale sociale) che stando alle visure camerali risulta essere di proprietà dell' ex ad Pio Piccini (85%) e della misteriosa finanziaria sanmarinese Fin Project (15%). L' ipotesi che le Rsu di Agile temono è che, fondendo Omega e Agile, si vogliano scaricare i debiti della prima sulla seconda, finanziando l' intera partita con le attività ordinarie di Agile stessa, che prima del conferimento di Eutelia vantava clienti come i Comuni di Roma e Milano, la Banca d' Italia, il Cedacri, la Camera dei deputati”.

Dunque quanto meno un collegamento tra questa Omega, Eutelia, San Marino e Landi, esisterebbe.

Repubblica, invece, il 18 febbraio, nelle pagine di economia riempie altre lacune della mia macroscopica ignoranza. “Il 16 febbraio – leggo su Repubblica online – il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e il pm Sergio Spadaro hanno chiesto al tribunale il fallimento della società Libeccio. Si tratta della holding che controlla il gruppo Omega, quello che negli ultimi otto mesi ha rilevato le attività It di Eutelia, tramite Agile, e un'altra quindicina di società in difficoltà tra cui quelle del gruppo Phonemedia (12 call center in Italia ed altri in Argentina e Albania) e di Videoline 2. In tutte queste aziende, l'arrivo della gestione Omega ha avuto effetti micidiali per i lavoratori. Ai primi di ottobre all'Agile sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per quasi 1.200 persone.

Le operazioni che hanno portato alla cessione del ramo d'azienda Eutelia ad Agile-Omega e dei contact center Phonemedia ancora a Omega seguono le stesse, misteriose dinamiche già viste nell'affare tra Omnia Network e Voicity (via Alba Rental). Perché Omega si accolla debiti e spese di due gruppi in difficoltà, svolgendo sul mercato il ruolo dello "spazzino"? E chi c'è dietro i fondi inglesi che controllano la Libeccio e che gli stessi inquirenti ritengono scatole vuote intestate a prestanome di professione? Questi sono alcuni dei misteri per i quali i lavoratori chiedono risposte ai tribunali di mezza Italia, alle procure ed al governo”.

A questo punto sarà curioso capire se “tale OMEGA” di cui si legge nella rogatoria-bis e la società Omega che compare negli incroci societari riconducibili alla famiglia Landi, sono le stesse.

TREVISO CALCIO  E SOCIETA’ ARGENTINE

Un’altra pista che la Procura di Forlì vuole (vorrebbe) assolutamente battere è quella del gruppo Setten, prestigiosa holding di aziende trevigiane che operano nel settore dell’arredamento e della lavorazione del legno. Al gruppo che fa capo a Ettore Setten, sono infatti riconducibili tra le altre Record cucine, Bloch srl (in liquidazione), Mobil record srl, Evoluzioni mobili srl.

Per tutte queste imprese la Procura di Forlì chiede di “acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale  (dossier intero, necessariamente estratti di conto corrente, assegni versati ed emessi, distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) relativa ad ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e  fiduciario intrattenuto con la Crrsm Spa e con la Carifin SA dalle persone fisiche e giuridiche dappresso indicate, nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009”.

Ma non lo chiede solo per queste imprese ma anche per Ettore Setten, presidente del Treviso football club, Simone Lettieri, direttore generale del Treviso football club e Gerardo Schettino, direttore amministrativo della stessa società di calcio.

I dati richiesti rilevano – si legge nella rogatoria – per meglio definire la sussistenza dei reati oggetto della presenta inchiesta e la loro riferibilità soggettiva alla persone indagate ed in via di identificazione”.

E la stessa richiesta di conoscenza dell’eventuale profilo bancario e finanziario viene esteso dalla Procura al Treviso football club e, tra le altre decine e decine di imprese che vanno da Torino a Lamezia, da Treviglio a Brescia, da Lecco a Rimini, da Napoli a Vicenza e di personaggi (pittori , e via di questo passo), la stessa cosa viene chiesta per la società Berlet.

Ebbene il Treviso Calcio e una società argentina che, guarda caso, si chiama proprio Berlet e che avrebbe come ragione sociale quella di fungere da agente di giocatori di calcio, nel recente passato, hanno avuto contatti al centro anche di un’inchiesta della Procura federale della Figc sulla supposta acquisizione del 50% delle quote della società di calcio italiana da parte della società argentina. L’inchiesta, il 9 febbraio di quest’anno. ha anche portato a una serie di sanzioni e inibizioni a dirigenti e funzionari del Treviso calcio, oltre ad una serie di assoluzioni e archiviazioni.

AMADORI E IL SUO GRUPPO

Nella prima richiesta di rogatoria, la Procura di Forlì premeva per chiarire la posizione di Maria Luana Bianchi, al fine di accertare – secondo la ricostruzione contenuta nella relazione del commissario della legge Rita Vannucci che aveva dato il via libera alla richiesta di rogatoria, prima di essere massacrata verbalmente dalla politica sammarinese – se la medesima svolga attività fiduciaria a favore di Amadori Arnaldo, Amadori Francesco ovvero di persone riconducibili al Gruppo Amadori, in relazione alla formale contestazione mossa a carico di Schiavina Giuliano, amministratore delegato di Agata Fid,  di mancato svolgimento di adeguata verifica rispetto alla clientela, e trasmissione di informazioni false ed incomplete sull’identità del soggetto per conto del quale detta fiduciaria italiana realizzava operazioni di rilievo antiriciclaggio; la condotta contestata a Schiavina Giuliano rispetto ad operazioni compiute da Sedicibanca e relative al subdeposito di titoli di pertinenza di Agata Fid effettuata dalla Cassa di Risparmio nell’interesse di Bianchi Maria Luana, risulta nella segnalazione di operazione trasmessa dall’Unità di Informazione Finanziaria (allegati 2 e 2bis alla nota del 12 ottobre). Tali condotte nell’ordinamento giuridico sammarinese sono riconducibili ai sensi dell’art. 54 della legge 92/2008, nel testo modificato dall’art. 7 della legge 19 giugno 2009 n. 73, nonché dall’art. 61 della legge 92/2008 nel testo modificato dall’art. 9 della legge 19 giugno 2009 n. 73. Trattasi degli accertamenti richiesti dalla Procura della Repubblica con note del 2 e 10 ottobre 2009. E via disquisendo.

Parecchi mesi dopo e parecchie polemiche dopo (si veda l’articolo del 7 dicembre 2009 sul Corriere della Sera a firma del collega Mario Gerevini (che saluto dopo il suo fresco e meritato premio giornalistico) la Procura di Forlì non demorde sul Gruppo Amadori (il gruppo cesenate noto anche per la genialità di chi lo rappresenta in tv, quando pubblicizza la qualità dei suoi polli) che ha già chiarito di non aver nulla da nascondere o di cui aver timore e di aver sempre agito nel rispetto delle leggi (si veda e rimando al Corriere della Sera dell’8 dicembre 2009).

LA PROCURA DI FORLì INSISTE

Ma  la Procura di Forlì, evidentemente, è sicura del suo e vuole vederci chiaro a tutti i costi nei legami tra Bianchi e la famiglia Amadori e scoprire se la prima è un prestanome dei secondi.

Nella reiterazione della domanda, infatti, i pm chiedono di indagare, attraverso acquisizioni documentali e audizione delle persone informate dei fatti, compresi  i direttori e responsabili della Crrsm spa e Carifin SA, la posizione di Maria Luana Bianchi per “verificare se la medesima sia persona che svolge attività (sostanzialmente) fiduciaria a favore, tra gli altri, di Amadori Arnaldo e  Amadori Francesco…ovvero di persone e/o imprese riconducibili al Gruppo Amadori o di altre persone fisiche o giuridiche, tenuto conto altresì della relazione tecnica dell’Uif del 25.6.2009 avente ad oggetto “trasferimento di titoli di Agata Fid Srl a favore della Crrsm subdepositati presso la segnalante ed utilizzati a garanzia di finanziamenti erogati dall’istituto sammarinese” e nota dell’Uif a firma Tidu Villani prto n. 227328/09 del 24.9.2009 a firma ….e del fatto che quest’Ufficio ha provveduto ad iscrivere per i reati ex a. 55/1 e 2 d.lgs. n. 231/2007 Schiavina Giuliano, amministratore delegato di Agata Fid, in esito ad audizione nella quale è stato acclarato il mancato svolgimento di adeguata verifica rispetto alla clientela (specie per le posizioni intestate alla Carifin sa) e la trasmissione di informazioni false ed incomplete sull’identità del soggetto per conto del quale detta fiduciaria statica italiana realizzava operazioni di rilievo antiriciclaggio con intermediarti abilitati italiani… (cfr. audizione di Schiavina Giuliano del 11.9.2009)”.

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Cari amici (per il momento) ho finito ma (se non mi sparano) tornerò presto.

3. to be continued (non so quando ma abbiate fede)

r.galullo@ilsole24ore.com

  • Maurollo |

    Sono passati ormai due mesi dal tuo ultimo post sulla vicenda del Gruppo Omega e sull’ammirevole Paese del Titano, nel quale avevi detto che ci saremo sentiti presto. E’ successo qualcosa? Tornerai a parlarne?

  • roberto resti |

    La verità sul gruppo Omega nella video inchiesta di clash city workers!
    parte 1


    parte 2

  • De Sade |

    Bene, in attesa della prossima “semana”, mi accontento di aver capito (come tutti i lettori sammarinesi di questo blog, meno uno) chi sia colui che fa sfoggio della propria demenza.
    Carissimo Dott. Galullo, spero che nei suoi post in arrivo sia trattato almeno un argomento che finora, non ho capito come mai, ha evitato. Eppure non è molto distante da Lei.
    Hasta luego.

  • galullo |

    Cari Democratici di centro sammarinesi,
    mi ponevo la stessa domanda anche io da mesi. Bravi. Spero riusciate a trovare una risposta. Magari coinvolgendo, la prossima volta, a proposito di lezioni di giornalismo che provengono dall’Italia e che voi bandite, anche i colleghi sammarinesi che in quella vostra tv di Stato lavorano. O non ce ne sono?
    Ciò detto, io non censuro sul mio blog gli idioti miei connazionali e vostri connazionali che parlano di Italia e San Marino e che così possono dimostrare al mio e al vostro Paese la loro demenza, figuriamoci se censuro dei giovani politici come voi. Però attenzione, che il mio blog non serve per le vostre interpellanze o per farvi campagna elettorale. Perciò vi dico molto chiaramente: la prossima volta che volete lasciare un messaggio sul blog, fatelo. Volete farvi campagna elettorale? E chissenefrega, fatevela, tanto garantisco par condicio a tutti e rispondo per le rime a tutti (come vedete). Però a una condizione: che prima commentiate l’articolo che vi ospita. Altrimenti il prossimo messaggio avulso dal contesto che arriverà, taggato su qualunque post in cui parlo di San Marino, non solo non sarà pubblicato, ma lo archivierò e smaschererò chi ha tentato di usare il blog per mezzucci personali. Chiaro? Vedete, cari amici, io non sono né simpatico né sono in grado di provare emozioni di parte e voi lo sapete. Dunque regolatevi. A proposito, cari democratici di centro, di periferia e di zone semi-residenziali, perché non commentate il post? Anche voi avete ricevuto disposizioni dall’alto? Beh, nelle prossime settimane arriverà qualche altro post che metterà a dura prova la vostra resistenza.
    Saludos
    roberto

  • Alberto |

    Senza volere entrare in discorsi dei quali probabilmente capite più voi di me, ma vorrei farvi leggere una interrogazione del partito sammarinese Ddc. Io credo che i giornalisti italiani, visti da qualcuno come degli dei, abbiano davvero poco da insegnarci…:
    “Che la firma dell’accordo in materia di cooperazione finanziaria fosse nell’aria, lo si era detto già altre volte. Si era parlato di ore pochi giorni fa, ora il traguardo è raggiunto. Domani si siglerà l’accordo a San Marino”.
    Inizia così l’editoriale del Direttore della San Marino RTV che sovrasta nell’home page del sito dell’emittente pubblica (www.sanmarinortv.sm).
    L’articolo é pubblicato sul sito ormai da circa quattro mesi ( per l’esattezza dallo scorso 25 novembre 2009) e, ormai nel Paese, e anche all’estero si chiedono quando questo rilevante accordo internazionale fra la Repubblica d’Italia e la Repubblica di San Marino sarà firmato.
    Il Movimento dei Democratici di Centro non può considerare secondario questo aspetto in considerazione della posizione che ha San Marino RTV nello scenario dei media, come concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo della Repubblica di San Marino, e come recita nel sito web http://www.sanmarinortv.sm : “L’informazione ha un ruolo fondamentale nella programmazione con 9 edizioni del TG SAN MARINO a partire dalle 7.15 del mattino. Nel corso della giornata televisiva San Marino RTV propone film, documentari, rubriche, accanto agli avvenimenti di carattere istituzionale, culturale e di attualità che hanno luogo in Repubblica: dalla cerimonia di investitura dei Capitani Reggenti, ai servizi speciali volti a documentare ed approfondire i lavori del Consiglio Grande e Generale, dalle Cerimonie Religiose, agli avvenimenti di musica classica e di teatro”.
    I DdC si chiedono quale sia l’accordo finanziario annunciato nell’editoriale del Direttore Generale.
    A tale proposito onde chiarire questa spiacevole situazione i DdC chiedono al Congresso di Stato, senza scomodare però i suoi impegnatissimi membri con un’interpellanza, di rispondere ad alcuni nostri interrogativi.
    In primo luogo vorremo sapere se l’accordo menzionato nell’editoriale è stato firmato?
    Saremmo poi interessati a conoscere quando l’accordo è stato firmato?
    Infine, qualora l’accordo sia stato firmato, se la San Marino RTV sia stata informata della cosa?
    Nel caso in cui l’accordo sia stato firmato, ci chiediamo perché la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e la Segreteria di Stato per l’Informazione non hanno provveduto formalmente a segnalare questa anomalia all’emittente di Stato.
    Il Movimento dei Democratici di Centro è preoccupato delle conseguenze che questo fatto può avere sull’immagine del Paese, anche in considerazione delle centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico che il Congresso di Stato ha speso in consulenze per rafforzare l’immagine del Paese.
    I DdC auspicano che il Governo fornisca rapidamente delle risposte e qualora, come sembra apparire fra l’ilarità ormai generale, l’accordo forse è già stato firmato, provveda a dare indicazioni all’emittente di eliminare un editoriale ormai “datato” e sintomatico di una certa aderenza con le condizioni di immobilismo in cui versa l’esecutivo.
    I DdC confidano poi che, tutto questo, avvenga entro i prossimi quattro mesi – tempo in cui il “singolare” editoriale ha trovato spazio nel sito web – o comunque prima della firma dell’Accordo sulle doppie imposizioni che da oltre un anno tarda inspiegabilmente (?) ad arrivare.
    I DdC invitano la nostra televisione di Stato – di fronte alle notizie che arrivano dall’Italia, si veda il Decreto Tremonti Ter – ad essere all’altezza nel continuare a fornire un’informazione pluralista e corretta con maggiori momenti di approfondimento politico e anche con editoriali…magari un po’ più freschi nei contenuti e nella tempistica.
    Movimento Democratici di Centro
    San Marino, 12 marzo 2010

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