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Lotta alle mafie/2 Sindacati e ordini professionali si impegnano più dello Stato ma la formazione è ancora residuale

Amati lettori di questo umile e umido blog nel chiedere venia per il lungo periodo di assenza dal “campo di gioco” (ho ripreso a scrivere solo giovedì scorso dopo quasi due mesi passati straordinariamente in apnea per inchieste pubblicate e di prossima pubblicazione sul sito del Sole-24 Ore e sul quotidiano) eccomi di nuovo a voi.

Ieri vi ho raccontato – con i fatti fotografati dagli stessi Stati generali della lotta alle mafie e non con le chiacchiere – quanto poco o nulla credano le Istituzioni nella formazione interna contro i pericoli devastanti delle mafie.

Oggi ci addentriamo nello stesso filone ma questa volta con specifico riferimento alle conclusioni alle quali è giunto il tavolo tematico “Mafie, formazione e scuola” coordinato da Maria Falcone, con riferimento alla formazione svolta nel corso del 2016 di sindacati e ordini professionali.

Solo uno su quattro – nel campione rappresentativo sondato – ha risposto di si. Insomma sindacati e ordini fanno meglio (se così si può dire) dello Stato (si legga il pezzo di ieri nel link a fondo pagina).

Seminari e workshop sono risultati le modalità più diffuse, seguiti da conferenze e info-day. Rispetto all’efficacia del tipo di intervento risultano più efficaci le lezioni frontali, il lavori in gruppo e il download di materiali informativi. Ultime le modalità in e-learning e blended.

Nel 67% dei casi, anche in questo ambito come abbiamo visto ieri per le Istituzioni statali, sono stati previsti incentivi per coloro che hanno partecipato alla formazione e sempre nel 67% dei casi l’attività di formazione è stata affidata sia a professionisti esterni che interni.

Nella formazione sono state coinvolte associazioni e fondazioni, ministeri, università e enti di ricerca, la commissione parlamentare antimafia e quelle regionali, le forze armate e dell’ordine, liberi professionisti, magistratura, organismi bancari e finanziari, sindacati e associazioni di categoria. Insomma: di tutto, di più. Resta da capire se, anche, “di meglio”.

Infine il 75% ha un ufficio interno preposto all’organizzazione di attività formative sulla criminalità organizzata e tutti hanno dichiarato di avere in corso protocolli di collaborazione finalizzati al contrasto della criminalità con altri enti e istituzioni impegnati sullo stesso fronte.

Ora vi saluto ma domani proseguo con un servizio particolarmente importante.

r.galullo@ilsole24ore.com

  • To be continued (per la precedente puntata si legga

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2017/11/28/lotta-alle-mafie1-manco-lo-stato-ci-crede-la-formazione-interna-e-svolta-appena-dal-71-delle-istituzioni-che-deve-pure-incentivare-i-corsisti/)