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Battipaglia, il Comune dove i Casalesi sarebbero* entrati dalla porta principale mentre il sindaco faceva il playboy

«Una città solidale ed efficiente ti cambia la vita». Con questo slogan Giovanni Santomauro è diventato sindaco di Battipaglia (Salerno) alle ultime elezioni amministrative.

Evidentemente piace.

Piace così tanto che il suo profilo facebook tre giorni fa aveva 5.414 "fedeli" (ora 5.409 e i commenti sono diventati aspri).

Piace così tanto, questo sindaco nato ad Albanella (Salerno) nel 1948 – ha dunque 65 anni suonati – che secondo le intercettazioni e gli interrogatori raccolti da investigatori e inquirenti, nel suo ufficio copulava con ardore a destra e manca con due concittadine che riceveva (entrambe separate, con figli e in difficoltà economica).

Dispiace invece alla Giustizia: è infatti finito agli arresti domiciliari. Le sue copule infuocate non sono passate inosservate nel corso dell’indagine Alma (che ora descriverò), visto che gli investigatori della Dia di Napoli e Salerno hanno appurato (anche) alcuni episodi di concussione sessuale. Secondo l’accusa le due cittadine sono state indotte a sottostare alle sue «concupiscenze sessuali», in cambio di un interessamento a trovarle un lavoro o a garantirle contributi comunali.

Ma l’operazione Alma è molto di più perché la Dia di Napoli e Salerno (oltre che di Firenze e Bologna), con l’Arma dei Carabinieri dei rispettivi comandi provinciali, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare e il sequestro di un’azienda, emessi dal Gip Dolores Zanone su richiesta della Dda di Salerno, nei confronti di persone indagate, a vario titolo, per corruzione aggravata, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, concussione ed intestazione fittizia di beni.

In particolare, le indagini dei pm Rosa Volpe e Rocco Alfano (che hanno atteso dal 23 luglio 2012 che la propria richiesta fosse firmata da un Gip!), sotto la guida del capo della Procura di Salerno, Franco Roberti, hanno portato alla luce gli interessi del clan dei Casalesi negli appalti indetti dal Comune di Battipaglia tra il 2009 e il 2011. Due imprenditori dell'area casertana, Nicola Madonna* e Attilio Guida*, secondo l’accusa hanno tenuto strettissimi contatti con il sindaco e tecnici comunali impegnati nel completamento della Casa Municipale (opere edili ed impianti tecnologici) e nella messa in sicurezza di un incrocio, aggiudicandosi irregolarmente appalti per oltre 5 milioni e favorendo così il clan dei "Casalesi". «Per i due imprenditori* – ha detto in conferenza stampa il Procuratore di Salerno, Franco Roberti – è contestata l’aggravante mafiosa che non sussiste per il sindaco e i due tecnici comunali».

LE TAPPE

Il primo passaggio del progetto è stato, secondo la ricostruzione investigativa, l’accaparramento della commessa pubblica grazie ad un’offerta presentata con il ribasso d'asta di oltre il 34% rispetto al prezzo di gara da una società edile che di lì a poco sarebbe fallita ed il successivo subentro nell'appalto, attraverso sub appalti non autorizzati e una cessione di ramo d'azienda, di due società diverse ma sempre controllate dai casalesi* attraverso la famiglia Madonna.

A fronte dell'ottenimento pilotato dei lavori, il sindaco di Battipaglia, sempre secondo l’accusa, chiedeva ed otteneva dall'imprenditore di Casal di Principe, l'assunzione di alcuni operai sui cantieri, paventando persino di non autorizzare i pagamenti delle commesse fino ad allora eseguite. Tutto ciò avveniva – secondo la ricostruzione della Procura – anche con l'aiuto ed il contributo di due tecnici, che richiedevano ed ottenevano dagli imprenditori tangenti per sbloccare i pagamenti e/o condizionare ulteriori procedure di gara.

LA FAMIGLIA MADDONA

Nelle 178 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Zanone si legge un profilo non edificante di quella che in vero – all’opinione pubblica nazionale – è nota solo per essere la patria della mozzarella di bufala campana.

E invece…Invece si scopre il ruolo “adesivo” a parti dell’amministrazione pubblica battipagliese di Nicola Madonna*, parente di camorristi casalesi, che sa di non poter partecipare un prima persona alle gare di appalto pubbliche e per questo motivo fa ricorso a società intestate formalmente a terzi.

Il fratello è Michelangelo Madonna, di cui alcune società a lui riconducibili, sottoscrive il Gip, hanno ricevuto nel passato interdittiva antimafia dal prefetto di Caserta.

Presso la Procura di Napoli, inoltre, pende anche un processo la cui indagine è rivolta all’individuazione d’imprese di riferimento del clan e del loro inserimento degli appalti pubblici. Nel procedimento è indagato un ex socio di Nicola Madonna* che, avendo saputo dell’indagine, ha effettuato una serie di cessioni e acquisizioni di quote societarie per distinguere la sua posizione da quella del socio.

Nicola e Michelangelo Madonna, inoltre, sono cugini di secondo grado di Carlo Madonna, condannato per associazione a delinquere di stampo camorristico.

Tutti sono appassionatamente cugini di Pasquale Giovanni Vargas (di Armando), pregiudicato, latitante per diversi anni, arrestato il 20 febbraio 2010.

«Madonna Nicola* e anche Guida Attilio* che Madonna considera come vero e proprio amico – si legge a pagina 108 dell’ordinanza – rappresentano dunque due volti “apparentemente” puliti della criminalità organizzata casalese attraverso i quali quest’ultima investe i proventi illeciti in attività imprenditoriali, soprattutto di tipo pubblicistico, riuscendo a vincere, attraverso rapporti collusivi con funzionari e politici locali, gare di appalto presso pubbliche amministrazioni. Madonna Nicola* non vi partecipa ancora in prima persona perché sa che “non è ancora il momento di farlo”, che bisogna attendere che il collegamento economico con la realtà criminale da cui proviene si affievolisca ma, soprattutto, che il legame collusivo con l’amministrazione pubblica si consolidi in maniera tale da non richiedere ulteriori intermediazioni illecite».

LA STRANA DISPONIBILITA’

I funzionari del Comune di Battipaglia – si legge a pagina 22 dell’ordinanza – consapevoli che dietro tutte le imprese appaltatrici dei lavori del Municipio ci fosse sempre e solo Nicola Madonna*, si prestavano a favorirne l’aggiudicazione dell’appalto, ad incrementarne i costi per accrescerne i guadagni. «Queste condotte sono ben strane – si legge nel provvedimento – se  si tiene conto del fatto che sono rivolte a favorire un soggetto che non può formalmente apparire nei lavori appaltati e che li gestisce, come “capo occulto”, presente di fatto nel cantiere, referente fondamentale di tutti i p
roblemi ma formalmente inesistente in un pubblico appalto di rilevante interesse economico
».

CONCUSSIONE PER INDUZIONE

Al sindaco vengono addebitati quattro episodi sostanzialmente “per induzione”. In due episodi – si legge a pagina 158 dell’ordinanza – «…al fine di rilevare come la pressione esercitata dal sindaco Santomauro sul Nicola Madonna* al fine di indurlo ad assumere personale segnalato non costituisca una condotta isolata del Santomauro bensì un tipico modus agendi del primo cittadino, si riporta una conversazione intercorsa….Anche in questo caso la conversazione è esplicita. Il sindaco chiede a…omissis…l’assunzione di personale da lui indicato, a tale richiesta l’imprenditore risponde che sarebbe preferibile che gli indicasse le ditte alle quali rivolgersi per le forniture e non di assumere i lavoratori temendo che possano essere “gentaglia” che lo costringe a chiamare i Carabinieri e ciò avrebbe ricadute negative anche per la realizzazione dell’opera.

…Omissis…è una persona intelligente e, capendo la “forzatura” che sta subendo, peraltro alla presenza di…omissis…, si appella alla conoscenza del Santomauro come “persona per bene” il che pone il sindaco nell’imbarazzo di imporgli il nominativo di qualche operaio e così indica, con l’aiuto di una donna appena entrata, probabilmente la segretaria, i nominativi generali di…Di fatto la richiesta di assunzione formulata dal sindaco Santomauro non ha seguito con…omissis…in quanto gli accertamenti svolti dalla pg e mezzo interrogazioni al sistema informativo Inps, non ne hanno consentito l’individuazione tra i dipendenti della società…omissis…

Con il Madonna* il sindaco ha potuto agire illecitamente in più modi e in più occasioni operando il medesimo Madonna* in una condizione di illeceità. Con…omissis…, onesto imprenditore i sindaco ha temuto reazioni da parte di costui e pertanto ha preferito non calcare ulteriormente la mano e non ha insistito ulteriormente nell’imposizione di operai».

LA VITA E IL SESSO

Quanto ai reati di concussione sessuale iscritti al sindaco è meglio sorvolare perché la lettura delle intercettazioni – che se riportate su un articolo richiamerebbero pruriginosità – è davvero poco edificante.

Per capire gli “appetiti” del sessantacinquenne sindaco  -già segretario e direttore generale dello stesso Comune oltre che commissario nel Comune di Casal di Principe – basti riportare un passo secondo il quale per gli investigatori e gli inquirenti quello «con…omissis…è particolarmente allarmante nel contenuto delle richieste oscene che le vengono esternate dal sindaco, ossia quella di partecipare a un “rapporto a tre”, unitamente alla sua amante, richieste che il sindaco le ripete anche più volte contattandola per telefono…».

Con l’augurio – come sempre – che tutti gli indagati riescano a dimostrare la propria innocenza e che la Giustizia faccia il suo corso, vi saluto.

* P.S. 29 maggio, VALE A DIRE 19 GIORNI DOPO QUESTO ARTICOLO la stampa locale di Salerno riporta questa notizia che riporto anche io volentieri:

Il Tribunale del Riesame ieri ha scarcerato gli imprenditori casertani Nicola Madonna e Attilio Guida, finiti in carcere nel blitz sugli appalti che portò ai domiciliari l’ex sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro. Secondo i giudici i due non erano prestanome dei clan, è quindi venuta meno l’aggravante camorristica e la custodia cautelare in carcere è stata convertita in arresti domiciliari. Si attenua così anche la posizione dell’ex sindaco. Intanto il prefetto ha inviato al Comune la commissione di accesso per verificare eventuali infiltrazioni malavitose.

 r.galullo@ilsole24ore.com

  • galullo |

    Vede anonimo e dunque impaurito Cremeria, a differenza sua, che si fa scudo di un anonimato, io non posso neppure vigliaccamente (come fa lei) scherzare con il suo cognome, che però conosco, ne sono sicuro: “Coraggio”. Lei – come del resto dice il suo cognome – ha talmente tanto coraggio che si permette non solo di darmi lezioni di giornalismo (le cui regole, come dimostra la sua sciatteria dialettica, ignora) ma, quel che è più grave, si permette anche solo di mettere in dubbio la mia equidistanza politica. Vede, mister Coraggio da vendere, visto che lei è un lettore casuale, del quale faccio e farò volentieri a meno, non può conoscere la mia storia professionale e dunque non sa (ma si permette di giudicare) che me ne fotto di tutto e di tutti, a partire dai partiti che mi fanno rivoltare lo stomaco ogni giorno. Prima di scrivere, mister Coraggio da vendere impari a leggere e pensare a maggior ragione se si pone interrogativi insulsi come dove fossero investigatori e giornalisti prima. Ma prima di cosa? Con lo stesso parametro le potrei chiedere: ma lei dov’era? Ah, già a mangiarsi un gelato e dunque non vedeva e se vedeva mangiava. Ovviamente il dialogo finisce qui perchè, se permette, devo andare a fare altri copia e incolla. Un lavoro facile: potrebbe farlo anche lei. Besitos

  • cremeria |

    menzionare o non riportare il partito / i partiti di appartenenza (o anche ad es. il nominativo di gip che omettono ordini o altro) può essere definita una scelta di stile, ma è banalmente dal punto di vista giornalistico pur sempre un’incompletezza, tanto più grave quanto più dettagliato è l’articolo; si può percepire una certa, voluta equidistanza politica, che andrebbe verificata; ma – ahimè – ho altro da fare: vado a mangiare il gelato, chiedendomi: “gargiulo? galullo, chi?!”
    buon pistacchio.
    ps: lungi dal difendere squallidi criminali, ma non è molto meno squallido battere su corpo morente, dopo che è stata data libera la caccia: ma dov’erano tutti questi prodi investigatori e giornalisti PRIMA? e per DECENNI? non mi sembra che abbiano tutti appena compiuti la maggiore età…
    e poi basta copiare documenti scritti da altri…come a scuola…

  • Ammiratore |

    Salve,le faccio i complimenti per l’articolo e per la posizione,più che disgustata,che giustamente ha assunto nei confronti dell’uomo e della carica che ricopre o ricopriva(non del partito).Le volevo solo far notare come però tutto questo sia nato e cresciuto in un ambiente che suo malgrado è stato connivente con tali amministratori;non solo perchè disinteressato,ormai dopo anni senza un’amministrazione,alla cosa pubblica,ma anche perchè questo tizio,noto ai più come un ….,ha potuto “lavorare” indisturbato con il benestare di molti cittadini.A questo punto non sò se per ignoranza o se per tornaconto personale.Purtroppo non sono meravigliato e mi chiedo anzi chi è più colpevole:chi sbaglia o chi lo lascia sbagliare???

  • galullo |

    Gigi (ma Gigi chi? E’ senza cognome?) se è per questo non c’è neppure il termine Udc che è la seconda sponda del sindaco dopo essere stato nel Pd. E allora? Ma lei – forse appassionato ancora a queste cose – crede veramente che a me interessi di che è partito è, è stato o sarà questo come altri amministratori pubblici? O forse lei è così ingenuo da credere che abbia timore a scriverlo? A quale partito appartengano a me interessa zero o forse lei è uno di quelli che crede che si delinque solo a destra, solo a sinistra o solo al centro? Mai come nel crimine (vero o presunto spetta ai giudici deciderlo) questa differenza è zero. Spero se ne accorga, prima o poi, anche lei.

  • gigi |

    In tutto l’articolo non compare neanche una volta “Partito Democratico” o “sinistra”.

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