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Matteo Messina Denaro fa la spola tra la Calabria e la Sicilia: ecco la telefonata del 2016 che lo prova (o proverebbe)

E’ il 3 settembre 2016. Sono, per la precisione, le 13:36:54. Più precisi di così si muore. In quel preciso istante di poco meno di due anni fa, nella cucina di Nicola Accardo, in contrada Vallesecco di Partanna (Trapani) , le “cimici” fatte piazzare dalla Procura di Palermo registrano qualcosa di molto interessante.
Quel qualcosa è il dialogo tra lo stesso Accardo e Antonino Triolo. I due non sono due personaggi qualunque.
Nicola Accardo, considerato da investigatori e inquirenti al vertice della famiglia mafiosa di Partanna, è indagato nell’indagine “Anno zero” che ha appena portato al fermo di 21 persone in Sicilia, per aver impartito direttive, presieduto riunioni ed incontri con gli altri associati, gestito tutte le relative attività e affari illeciti e assicurato il collegamento con altre articolazioni territoriali di Cosa nostra.
Antonino Triolo, considerato da investigatori e inquirenti membro della famiglia mafiosa di Castelvetrano, nella stessa indagine è accusato di per avere curato gli interessi economici della famiglia Messina Denaro «ponendosi reiteratamente e in modo duraturo, continuativo e stabile a disposizione del reggente Gaspare Como, svolgendo un decisivo ruolo di collegamento tra le diverse articolazioni territoriali di Cosa nostra trapanese, facendo in particolare da tramite fra Gaspare Como (cognato del superlatitante, ndr) e Nicola Accardo, al vertice della famiglia mafiosa di Partanna, partecipando a riunioni in cui si discutevano questioni di interesse dell’associazione mafiosa e del contenuto della riservata catena di comunicazione epistolare attraverso cui Messina Denaro Matteo dirige l’intera associazione mafiosa Cosa nostra».
I due vengono colti a parlare del superlatitante Matteo Messina Denaro, dei suoi spostamenti, dei suoi incontri con i sodali e dei pizzini da lui provenienti e a lui destinati, soffermandosi anche a leggerne uno.
Prima di leggere il contenuto della conversazione è bene sottolineare che Messina Denaro è vivo è vegeto e, purtroppo, lotta insieme a loro.
Da questa e molte altre intercettazioni agli atti dell’indagine “Anno zero”, emerge infatti la perdurante e decisiva “presenza” del boss di Castelvetrano che – pur privilegiando la strategia dell’inabissamento – continua a ricomparire periodicamente per impartire regole di comportamento ai suoi, risolvere questioni di interesse dell’organizzazione criminale o nominare i vertici delle diverse articolazioni in cui è tuttora suddivisa la provincia mafiosa di Trapani. E quest’ultima sembrerebbe una novità perché invece, in un passato meno recente ma non lontano, sembrava preferire stare alla larga da queste incombenze.
La telefonata
Ecco il contenuto integrale della telefonata
Triolo : hai scritto tu?
Accardo : glielo ho fatto sapere … il fatto … inc. … Matteo
Dopo una breve digressione dialettica, Accardo ripercorre un altro passaggio del pizzino, in cui erano riportati gli spostamenti del latitante e da cui risultava che era appena rientrato dalla Calabria:
Triolo : … ed hai chiuso il conto?
Accardo: Tu domani ci vai …
Triolo : no … io domani … inc. …
Accardo: lascia perdere … ascolta lui … qua non gli ha detto che sta
qua … inc. …dice che era in Calabria ed è tornato …

Questa, dunque, è l’intercettazione che riporta in luce la possibilità che Matteo Messina Denaro abbia fatto la spola (e la faccia ancora) nel recentissimo passato tra la Sicilia e la Calabria dove, ne siamo certi, potrebbe contare su innumerevoli appoggi.
r.galullo@ilsole24ore.com

  • Ettore Ferrero... |

    Caro Roberto Galullo,

    Sperando che a breve catturino il Superlatitante Giovanni Motisi, l’ultimo grande fuggiasco di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, risulta – addirittura! – avere più fiancheggiatori dello stesso Totò Riina.
    Non basterà allo Stato ed ai Suoi Servitori un gruppo promiscuo di investigatori – così come sembra – di circa 300/400 uomini e donne che gli da la caccia.
    Non si sà quando la cattura arriverà, in attesa gli auguro buona fortuna.
    Grazie!…-

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