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Short list al Sud degli incarichi professionali: in Campania ci pensa il commissario, in Calabria «valutazione insindacabile» del dirigente

Spigolare tra le carte e i documenti è una grande passione. Per un Giornalista dovrebbe essere una regola di vita.

E così ringrazio l’Ance Salerno che, alcuni giorni fa, ha mandato una mail che mi ha incuriosito. L’oggetto della missiva mi ha portato a navigare su Internet e navigando navigando…

Navigando navigando mi sono allontanato dall’oggetto della mail e mi sono addentrato in un mondo nuovo che – ma va! – ancora una volta mi ha portato all’unicità della Calabria.

Curiosi di sapere di cosa parliamo? Ve lo svelo: la formazione delle short list, vale a dire quegli elenchi che tanto di moda vanno in alcune regioni del Sud, nei quali si inseriscono i profili professionali che porteranno poi all’affidamento di incarichi di ogni tipo presso enti e società pubbliche o, seppure formalmente di stampo privatistico, interamente (o quasi) partecipati dalla mano pubblica. Dalla consulenza all’assistenza, dalle prestazioni specialistiche alle collaborazioni: un mare magno di prestazioni più o meno continuative nel quale la “manine” della politica e delle lobby che comandano provano a entrare con tutto il braccio e resistere non è facile. Immagino a quali pressioni saranno sottoposti manager, direttori e  commissari straordinari (o meno).

Il punto, infatti, è la modalità con la quale – in quel mare magno – si “pescano” i fortunati pesciolini che avranno, per un periodo più o meno lungo, un lavoro.

E cosi ho scoperto che la Città della scienza spa di Napoli, che nel recente passato ha promosso short list, ha affidato gli incarichi «ad insindacabile giudizio di una commissione tecnica appositamente nominata, ai candidati iscritti nella short list la cui esperienza professionale e le cui competenze saranno giudicate maggiormente pertinenti rispetto agli incarichi da affidare e valutate sulla base dei curricula e delle esperienze e/o attività pregresse già maturate nel settore di attività di riferimento».

«Insindacabile giudizio» della commissione, prendete nota,

Sempre in Campania, il 13 settembre di quest’anno, il commissario ad acta per le società partecipate della Regione, Pietro Voci, ha approvato la short list, rinviando ad un successivo provvedimento la scelta degli esperti di cui avvalersi, «effettuata discrezionalmente, previa valutazione dei curricula…».

Cose più o meno analoghe accadono in Basilicata.

E in Calabria?

In Calabria, ad esempio, l’Avvocatura regionale, in attuazione del decreto dirigenziale 10229 del 15 luglio di quest’anno, ha pubblicato un avviso pubblico per la costituzione di una short list di avvocati esterni (evidentemente quelli interni non bastano) per l’eventuale patrocinio legale della Regione e per l’affidamento di incarichi di domiciliazione. Le modalità di conferimento degli incarichi saranno conferiti dal dirigente dell’avvocatura regionale. «Nel conferimento degli incarichi – si legge nell’avviso pubblico – potrà attingere alla short list secondo il suo prudente apprezzamento in relazione alla specificità e alla rilevanza dell’affare da trattare, tenendo conto dell’esperienza professionale maturata dal professionista…nonché, per quanto possibile, dal criterio della turnazione ovvero della analogia dei giudizi da affidare, fermo restando il carattere fiduciario dell’incarico…».

Insomma, regione che vai short list che trovi, più o meno modulata alla bisogna e più o meno “aperta”.

Il mare magno nel quale pescare, in Calabria, diventa un oceano quando si passa alle aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (gli Aterp).

Quella di Cosenza – che la scorsa settimana ho bombardato di telefonate per 4 giorni senza riuscire ad entrarci in contatto tra silenzi del centralino e aberranti musichette con “attendere prego” – all’articolo sei prevede che «qualora l’alto numero dei candidati ammessi nella short list non consentisse di procedere al colloquio per tutti i candidati, si procederà all’individuazione dei soggetti da ammettere di volta in volta al colloquio selettivo sulla base della valutazione insindacabile del commissario straordinario/dirigente generale dell’Aterp, in considerazione dei titoli e della specificità dell’incarico».

Avrei voluto chiedere – se avessi potuto raggiungerlo – al commissario straordinario Angelo Tony Gagliardi o alla sua struttura, se quelle porte che non si aprono (eventualmente) ai colloqui non lasciano troppo spazio alla «valutazione insindacabile» del singolo, chiunque esso sia. Forse meglio una commissione (come, abbiamo visto, accade altrove) ma meglio ancora fare tutti i colloqui: in Calabria c’è fame di posti e a mio giudizio (questo si, sindacabilissimo) tutti devono essere messi nelle stesse condizioni. Rispondo ad un avviso pubblico? Bene: se sottoponi Tizio al colloquio, ammetti anche me, Caio.

Per fortuna queste domande le ho potute fare all’Aterp di Reggio Calabria che ha replicato, paro paro, l’avviso di Cosenza (o forse viceversa, chissà). Il commissario straordinario, Giovanni Artuso, non era in sede ma ho avuto la fortuna di dialogare con il disponibilissimo avvocato Giuseppe De Leo, ancora per qualche ora (lui dice «fortunatamente») direttore amministrativo e responsabile dei servizi legali.

Gli ho chiesto se non sia un po’ troppo ampia la discrezionalità prevista nel chiamare i profili a colloquio e lui risponde con i numeri e con la parola. «Con il primo avviso pubblico del 2012 – spiega – ci sono state 300 richieste e tutte sono state evase ed ammesse». Bene. E per il secondo? «Non conosco i numeri – dice ancora De Leoma so che sono stati tutti ammessi ma non ci sono stati ancora i colloqui». E quando saranno svolti, se si presentasse la necessità di procedere alla «valutazione insindacabile», come bisognerà interpretare quell’azione? «Non c’è libero arbitrio – dice – perché le chiamate devono essere motivate ma c’è da sottolineare che resta il carattere fiduciario».

Ecco, la fiducia. Non so perché ma quando leggo di short list – dovunque esse siano, dal nord al sud – la fiducia mi cala sempre. «E’ una formula di stile, nata in altro contesto, vale a dire di gare di appalto – spiega l’avvocato Umberto Fantigrossi, esperto del Sole-24 Ore in diritto amministrativo degli enti locali – ma è una frase priva di effetto in questo contesto. Il Tar sarebbe obbligato a intervenire nel caso di ricorso del singolo, sotto ogni profilo. La cosa migliore sarebbe andare, nella costituzione di queste short list, sull’offerta e sui curricula dei professionisti che ambiscono ad un incarico. Diciamola tutta: di insindacabile, nella pubblica amministrazione, non può e non deve esserci nulla».

Ecco, l’abbiamo detta.

r.galullo@ilsole24ore.com

  • Daniele |

    Short list al Sud…quelle del Nord sono migliori? Il problema non è geografico, nè può risolversi nelle demonizzazione delle short list: il problema è nel modo con il quale viene conferito l’incarico. Sarei interessato a sapere come vengono assegnati al nord. Quasi quasi faccio qualche telefonata. Quanti articoli dovrò ancora leggere basati sulla contrapposizione fra Nord e Sud?

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