ESCLUSIVO/1 Rogatoria-bis, Forlì incalza San Marino dove la magistratura è sotto scacco

Chissà se saranno fischiate le orecchie a Vittorio Ceccarini, l’italiano commissario della legge sammarinese che il 12 febbraio  ha abbandonato il consiglio giudiziario con una lettera di una fermezza che fa onore a chi indossa una toga. Lo ha fatto pochi giorni dopo le dimissioni di massa dei vertici della Banca centrale di San Marino, piena zeppa di altri maledetten italianen!

 

DIMISSIONI A CATENA NELLA MAGISTRATURA

 

Prima di lui altri due commissari (italiani) della legge sammarinesi, nel giro di un anno, hanno presentato le dimissioni: Alberto Buriani (che poi le ha fatte rientrare) e  Rita Vannucci(che ha tenuto duro fino a che non l’ha spuntata).

Il motivo di tante dimissioni? Io un’idea ce l’ho: pressioni, l’indipendenza messa quotidianamente a rischio e un carico di lavoro (penale) insopportabile. Ma in fin dei conti le cose si sposano. Come in Italia. Ceccarini avrebbe avuto circa 300 fascicoli sulla sua scrivania a fronte di una media di 70. Vannucci non ne parliamo: nelle lettere di fuoco scambiate con il magistrato dirigente Valeria Pierfelici, le rinfaccia di arrivare all’alba in ufficio e saltare pranzi e feste comandate!

Impossibile, in questo modo, svolgere il proprio ruolo. Non a caso, dopo le uscite di Vannucci, ci fu una nuova suddivisione del lavoro che, evidentemente, per alcuni non è sufficiente. Ma tanto Moneyval torna a settembre, i risultati si conosceranno dopo un anno circa e dunque in questi 18 mesi…toda vida toda beleza! Ma il Fondo monetario internazionale ha il fucile spianato e sfidare la sorte può essere rischioso. E Tre-Monti ha le truppe della Gdf schierate alla frontiera-colabrodo…

Senza tener conto di altre coincidenze. Come quella per il quale fascicolo “Popi-Bossone & c” dimissionari arrabbiatissimi dalla Banca centrale, è finito nelle mani di Laura Di Bona il nuovo commissario della legge in forza presso il Tribunale della Repubblica di San Marino a conclusione del concorso effettuato con procedura d’urgenza a seguito della crisi creatasi con le vicende Buriani e Ceccarini.

Di Bona ricopre l’incarico dal 20 luglio 2009 ma il suo incarico è a termine. Il terminale naturale, se non fosse accaduto tutto il putiferio che è accaduto nei mesi scorsi, sarebbe stato Buriani. Si proprio colui il quale è stato attaccato a San Marino perché…troppo rapido nel rispondere alle rogatorie (guarda caso c’era di mezzo un politico) e attaccato dagli stessi avvocati sammarinesi in compagnia del collega Ceccarini. Di Bona, ne sono tutti certi, lavorerà con saggezza ma certo la bomba che le è capitata tra le mani è di quelle che valgono la riconferma (che arrivera nel 2012, se non erro, dopo la verifica del consiglio giudiziario e del consiglio generale grande). Chi la stima ancor di più, dice che De Bona è una pupilla del magistrato dirigente Valeria Piefelici, che dopo la modifica alla legge che rende più agevole il quorum nelle votazioni, ha la strada spianata alla riconferma nel ruolo dopo circa 7 anni di permanenza. Viva il ricambio: come in Italia!

LE ORECCHIE DI CECCARINI

 

Chissà se gli saranno fischiate le orecchie a Ceccarini perché mentre lui sbatteva la porta con eleganza tutta italiana in una nazione (San Marino) in cui l’odio nei confronti degli italiani è crescente e palpabile, altri due magistrati che fanno onore alla toga, Fabio Di Vizio e Marco Forte, il 10 febbraio, vale a dire due giorni prima delle dimissioni di Ceccarini e nel pieno della bolgia che investiva la Banca centrale sammarinese, ha spedito proprio a Vannucci una nuova rogatoria dopo quella presentata il 10 agosto 2009 e le tre integrazioni del 15 settembre, del 2 e del 10 ottobre.

RICHIESTA OBBLIGATA

 

Una nuova rogatoria resa indispensabile dopo che la Giustizia sammarinese ha blindato il segreto bancario e ha sgambettato Forlì che indaga su ipotesi di riciclaggio, abusivismo bancario e finanziario, evasione fiscale, appropriazione indebita e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche
di vigilanza.
Il 9 dicembre il giudice per la terza istanza penale della Repubblica di San Marino, Lamberto Emiliani – come ho scritto sul Sole-24 Ore del 13 dicembre 2009 – ha infatti  riavvolto il nastro della rogatoria presentata il 10 agosto 2009 dalla Procura di Forlì titolare dell'inchiesta Varano, che ai primi di maggio ha portato all'arresto dei vertici della Cassa di Risparmio di San Marino e del gruppo italiano Delta, proprio con l'accusa che la prima (banca extracomunitaria) controllasse illecitamente il secondo. La terza istanza penale della Repubblica, nella sentenza sul caso Asset, si era espressa in maniera sostanzialmente opposta, affermando che non toccava a San Marino sindacare le tecniche di indagine delle procure italiane.
I pm forlivesi Fabio Di Vizio e Marco Forte hanno incassato un colpo destinato a rendere di fatto inutile la richiesta – scrissi sul Sole il 13 dicembre – nonostante il Commissario per la legge sammarinese, Rita Vannucci , il 21 ottobre l'avesse ammessa. 

IL NO DI SAN MARINO

 

Vale la pena di riportare integralmente quell’articolo perché non tutti quelli che leggono il Sole leggono il mio blog ma, soprattutto, la Rete ha una vita “eterna” che la carta stampata non ha. Ed è giusto dunque che quanti più lettori sappiano e leggano.

Al via libera del Commissario Vannucci si è opposto il Procuratore del Fisco sammarinese, Roberto Cesarini, che si è rivolto alla "Consulta" sammarinese.
Quest'ultima – con una sentenza articolata in 24 pagine – si è esercitata in un esercizio di equilibrismo sul filo del diritto sammarinese. Ha dapprima respinto la seconda articolazione della richiesta di rogatoria, per la quale la Procura di Forlì avrebbe potuto direttamente ascoltare, in regime di segretezza, persone informate dei fatti. Il giudice per la terza istanza ha però concluso che la procedura eluderebbe garanzie individuali ineludibili, attuando un procedimento probatorio improprio, e sarebbe contraria a diritti di difesa riconosciuti da principi fondamentali dell'ordinamento sammarinese e garantiti da norme costituzionali e da leggi ordinarie.
Dopo aver sconfessato il Commissario Vannucci, che aveva autorizzato la procedura per tutte le ipotesi di reato riconoscendo per la prima volta la punibilità dei reati in ambo i Paesi, il giudice per la terza istanza è andato oltre, invitando Vannucci a concordare con i pm forlivesi l'eventuale ritorno alla prima procedura di rogatoria, sospesa per esperire la seconda, poi bocciata.
Qui la sentenza compie un capolavoro. In prima battuta infatti la Procura italiana aveva chiesto assistenza giudiziaria a San Marino per acquisire in copia tutta la documentazione necessaria. Per il diritto sammarinese, però, l'acquisizione di documentazione bancaria equivale a un sequestro e dunque obbliga non solo a fornire agli indagati (prima che ai Pm) la notizia, ma anche la presa visione degli atti richiesti.

Di fronte a questa procedura i Pm avevano risposto duramente: «Sussiste esigenza di assoluta riservatezza con riferimento a tutti i dati per i quali sono state domandate acquisizioni documentali nell'ambito della richiesta di assistenza giudiziaria, esigenza allo stato ostativa rispetto alla ostensibilità di essa (nelle sue diverse articolazioni) agli interessati ad eventuali reclami». Motivo per il quale questa prima modalità di rogatoria era stata sospesa e la Procura di Forlì, sperando in un miglior esito, aveva avviato la proposta di interrogare teste e indagati.

L’IMPOSSIBILE QUADRATURA DEL CERCHIO

 

Il cerchio – dunque – non può chiudersi, scrivevo sul mio giornale, in quanto la Procura non ha alcun interesse a chiedere atti che sarebbero mostrati innanzitutto agli indagati e a tutti coloro che potrebbero entrare successivamente nell'inchiesta, come a esempio i mafiosi e i prestanome delle mafie ai quali la Procura di Forlì sta dando la caccia. A maggior ragione dopo che – con una nota riservata inviata il 28 ottobre alla Procura nazionale antimafia – il Procuratore Piero Grasso

è stato informato che un numero enorme di flussi finanziari sarebbe riconducibile a persone legate direttamente o indirettamente alla Camorra campana e alla 'ndrangheta calabrese. Del resto la stessa rogatoria era stata spedita a San Marino d'intesacon la Procura antimafia che, alla luce degli ultimi sviluppi, non riesce a trattenere la rabbia per una decisione che di fatto rende inutili i passi di collaborazione fatti verso San Marino.

NUOVA ROGATORIA A SORPRESA

 

Questo è quanto scrissi.

E invece, a sorpresa, Di Vizio e Forte mi smentiscono e spediscono una nuova richiesta. Bella sorpresa!

La smentita, però, è apparente perché in realtà la nuova richiesta è dimezzata. Incredibilmente dimezzata.

Fuori dalla rogatoria resta infatti la parte più importante: quella che riguarda la possibilità di indagare sui reati di mafia e su conti e personaggi mafiosi. Nella rogatoria, insomma, restano solo gli altri “reati”, quelli che, nonostante l’importanza, potrei definire “bagatellari” rispetto a quelli che riguardano la pervasività della mafia nelle economie (poi vedremo di cosa si tratta).

Ma questo vuol dire che la Procura di Forlì si è arresa? Tutt’altro siori e siore. Vuol dire che le prove che sta assumendo e raccogliendo, prescindono dalla gentile concessione di San Marino.

Nella nuova richiesta di rogatoria, spedita a Rita Vannucci, fresca e riposata dopo un viaggio di piacere in Brasile, il tono dei due pm mette a nudo il vero scandalo sammarinese: la pervicacia di un segreto bancario che viene prima di ogni altra cosa.

AD OGNI MODO…

 

“…A ogni modo – si legge nella rogatoria-bis anche in esito alla riunione di coordinamento (omissis..) tra la Procura di Forlì e la Procura nazionale antimafia, tenuto conto degli sviluppi investigativi intervenuti che riducono gli ambiti di necessaria assoluta riservatezza dell’azione investigativa, si chiede, pertanto, a codesta Autorità giudiziaria – qualora gli atti necessari allo scopo rientrino tra i poteri e le attribuzioni di codesta Autorità giudiziaria – di...”

E su quello e su altri omissis leggerete nel prossimo psto, fra qualche giorno

 

STRALCI DEL NUOVO TESTO DELLA ROGATORIA

 

E che cosa c’è dopo quei puntini di sospensione (si chiede pertanto di…)?

C’è la richiesta di quel che segue:

1) …accertare l’identità e la residenza anagrafica delle persone nominativamente indicate (omissis ma i nomi e i cognomi li ho gelosamente conservati nella cassaforte perché magari ne appare qualcuno nuovo e a sorpresa ndr) e accertare e  acquisire la documentazione dalla quale risulti la data di assunzione dell’incarico o della carica assunto/indicata  a fianco dei loro nomi;

2) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare tutti i verbali dei Cda della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino-Sums, della Crrsm e della Carifin dall’1.1.2004 sino al 5.5.2009

3) acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale  (dossier intero, necessariamente estratti di conto corrente, assegni versati ed emessi, distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) relativa ad ogni tipo di rapporto bancario, finanziario e  fiduciario intrattenuto con la Crrsm e con la Carifin dalle persone fisiche e giuridiche dappresso indicate, nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009 (i nomi e i cognomi, come sopra, li tengo gelosamente custoditi a prova di bomba ndr);

4) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero titolari effettivi dei conti, rapporti e delle posizioni fiduciarie intestati/e fiduciariamente a Carifin, accesi/in essere presso quest’ultima impresa, presso la Crrsm e presso Agata Fid (omissis); acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/conti/posizioni fiduciarie (dossier intero, mandato fiduciario, estratti di conto corrente ovvero note riepilogative della movimentazione delle relative posizioni fiduciarie, degli assegni versati ed emessi, delle distinte di versamento e prelevamento, altre contabili ecc.) nel periodo dall’1.11.2004 al 5.5.2009;

5) acclarare (omissis) l’identità anagrafica e la residenza dei reali fiducianti ovvero  titolari effettivi della posizione “conto terzi” (ammontante a circa 70 milioni di €) accesa a favore della Crrsm presso Eunice Sim, gestita secondo logica fiduciaria direttamente presso Crrsm, e della posizione dei titoli intestati ad Agata Fid (ammontante a circa € 98 milioni), con posizione accesa presso (omissis) ma con titoli subdepositati presso Crrsm e  con pegno irregolare a favore di quest’ultimo istituto  (come emerge dal rapporto della Vigilanza della Banca d’Italia in esito all’ispezione eseguita presso il gruppo Delta…omissis…  e l’audizione del dott….omissis il…omissis…;  acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancarie, finanziarie e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

6) accertare se …omissis…ovvero le persone o le imprese indicate…omissis… sia/no  titolare/i di rapporti bancari, finanziari con Crrsm con Carifin;  in caso positivo,  acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009;

7) accertare se i fiducianti di Agata Fid (persone o le imprese indicate…omissis…) siano  titolari di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin aperti presso queste realtà sammarinesi, oltre a quanto indicato …omissis…; acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.11.2004 al 5.5.2009;

8) accertare se (seguono nomi di persone e società che ometto ma che sono nella solita cassaforte) siano  titolari  di rapporti bancari, finanziari con Crrsm e con Carifin;  in caso positivo, acquisire in copia, ovvero in alternativa, sequestrare la documentazione integrale pertinente tali rapporti/ conti/posizioni bancari, finanziari e fiduciarie nel periodo dal 1.1.2004 al 5.5.2009

Bene cari amici italiani e sammarinesi. Finisco qui ma tra qualche giorno leggete il seguito, a partire da molti omissis. Perchè non è finita qui…ne leggerete delle belle sul fronte mafia & zone limitrofe.

Io, nel frattempo, leggerò gli insulti che i sammarinesi mi riverseranno…Tranquilli. Nella prossima puntata commenterò anche quelle. Ho le spalle enormi.

1.     to be continued

r.galullo@ilsole24ore.com

  • Livia Leardini |

    Gent.mo Massimiliano Sacchi, non intendo assolutamente sottovalutare la sua o di altri onestà intellettuale. Non ho detto che il Tribunale di San Marino è infallibile o che non sia stato oggetto od abbia subito pressioni di vario genere. Ho detto che la nostra normativa non è quella di altri Stati e che alle rogatorie si risponde solo sulla base della normativa interna. Vale per San Marino come per la Svizzera o gli Stati Uniti d’America o tanti altri Stati non facenti parte dell’Unione Europea. Credo fortemente che un’adesione di San Marino all’Unione Europea consentirebbe di allineare le nostre normative su molti argomenti importanti, la giustizia è una di queste, al pari di Accordi singoli stipulati con i diversi Paesi. Se Lei si riferisce al diritto di famiglia troverebbe difficoltà anche se si confrontasse con la “europeissima” Olanda. E in tema di giustizia anche con i “grandi” Stati Uniti d’America. Ma non vedo un pari trattamento verso questi altri Paesi. Ciò non toglie che io sia profondamente convinta che il mio Paese debba fare tutto il possibile per allineare la propria normativa interna a quella più evoluta europea. Capisco Galullo quando parla di buon senso nell’accettare comunque una rogatoria quando l’indagine riguarda gravi crimini, ma non si può confidare sul buon senso quando si parla di giustizia, ci vogliono norme efficaci e chiare.Buona serata!

  • Massimiliano Sacchi |

    Gent.ma Livia Leardini,
    mi spiega cortesemente, se ne ha voglia o se ha risposte logiche, come può scrivere una cosa del genere?
    “se la rogatoria è stata fatta nel rispetto delle normative interne del nostro Paese (la Repubblica di San Marino) il Tribunale risponderà certamente”
    RISPONDERA PICCHE ! ! come sempre !
    Ma non scherziamo su ! ! più che altro non continuiamo a sottovalutare l’onestà intellettuale di chi vi legge ! Per favore . . . un pò di contegno
    All’interno del Tribunale di San Marino iniziano a darsela a gambe e si capisce molto bene il motivo. Chi parla è sicuramente una persona che conosce molto bene il vostro sistema giudiziario e non sicuramente per sentito dire ma per esperienza . . .
    NON INIZIAMO A DIRE CHE LA MIA STORIA è DIVERSA o ALTRE SCIOCCHEZZE Sammarinesi. Il Tribunale fà quello che vuole.
    Magistrati che bevono il caffè con . . . . . . qui è meglio che stò zitto ! ! avvocati che vanno a fare la spesa con . . . . e qui è meglio che stò zitto…..
    Per farla breve, senza peli sulla lingua, prima che arrivassero le rogatorie ve lo dico io a San Marino . . . . . avevano già acceso i fuochi ! !
    Siete la vergogna più antica della terra ! ! la sfacciattagine, per Voi Sammarinesi, è infinita e senza limiti.
    Naturalmente non indirizzo questo commento a tutti i Sammarinesi ma solamente a quei pochi che ancora oggi non vogliono accettare che il mercato della cuccagna è finito e continuano a definirsi paladini di una giustizia che non esiste.
    mi scusi Dott. Galullo per lo sfogo ma ne hanno combinate di tutti i colori in tutti i settori . . .
    Posso capire, sebbene non condivido, che certe vicende accadono in Italia tra 60.000.000 di abitanti , ma è inamissibile che a San Marino, con 30.000 abitanti (uno stato più piccolo di un paese) riesca a padroneggiare e combinare più disastri dell’Italia.( in proporzione)
    Siete Voi Sammarinesi che vi descrivete come Antica terra della libertà, sventolate che la mafia non abita a San Marino ! !
    MA LASSA ANDE’ ! ! ! !
    Buona serata !
    Massimiliano

  • Livia Leardini |

    Certo che esistono infiltrazioni mafiose anche a San Marino, così come vi sono pressioni su alcune delle nostre istituzioni: Tribunale, Banca Centrale e così via. E no, non ne sono assolutamente contenta. In questo non c’è nulla da vincere, si perde tutti sempre e comunque, soprattutto con i fenomeni mafiosi. Sinistra Unita, il Partito in cui milito, ha fatto moltissimo per costruire una coscienza critica sui fenomeni malavitosi, sulla corruzzione e sulle distorsioni create dal connubio mafia-politica-affari. La Fondazione Capponetto ha collaborato con il nostro Stato nel passato grazie alla nostra azione. Ad esempio San Marino non ha ancora aderito al GRECO e non ne sono affatto fiera. Ma proprio per questo sono convinta che solo con la collaborazione fra Stati, sancita da Accordi, si può giungere ad allineare le normative. Io come tutti gli Organismi internazionali. Lunedì leggerò il seguito. Complimenti per il lavoro svolto, l’ho seguita anche sulle tematiche italiane. Buona domenica!!!

  • galullo |

    Tranquillizzo Sacchi (ripeto: ho le spalle enormi e godo quando vengo attaccato), ringrazio tutti e dialogo con Leardini.
    Bene cara Livia (spero di poterla chiamare così senza che i suoi oppositori interni ed esterni se ne abbiano a male), penso che gli argomenti che lei ha usato siano maledettamente pericolosi e maldestri.
    Come sa non ho peli sulla lingua e dunque le smonterò (ovviamente visto con la logica della mia ragione e del mio cervello, senza dunque avere pretese di rivelare o avere verità assolute) pezzo per pezzo i suoi ragionamenti. E le sue conclusioni.
    Bene. Lei dice che, se si rispetta la Sovranità di San Marino e le sue leggi e regole, il Tribunale risponderà. A parte che le rammento che anche la prima volta furono rispettate tutte le regole e si è visto come è andata a finire (con una straordinaria iperbole legislativa la rogatoria fu respinta non nel merito ma nel presupposto: chiaro?)
    Ma a parte questo aspetto – ripeto: non secondario – due sono le cose che saltano agli occhi:
    1) dalla rogatoria sono fuori tutti gli aspetti vitali per la vostra e la nostra democrazia, vale a dire le connessioni per eventuali reati di mafia. E questo perché? Perché (lo dicono i pm davanti alla Procura antimafia italiana, non lo dico io) in soldoni, le vostre leggi prevedono che indagati e persone ad esse collegate non solo sappiano di essere indagati (cosa sacrosanta) ma addirittura possano verificare, leggere le carte, vedere gli assi nelle mani della Procura, sapere cosa vogliono e magari – ammesso e non concesso che già non lo sappiano e da questo punto di vista non si perda il prossimo post che metterò in linea lunedì perché ne leggerà delle belle – nascondere, occultare e distruggere prove. Bello eh! Contenta? Le piace questo atteggiamento? O crede anche lei che a San Marino il problema non sia (anche) la mafia, come a Palermo e Milano, ma il ciaffico, come diceva Benigni interpretando Johnny Stecchino? Sveglia: a San Marino la mafia esiste. Cero che se si impedisce ai magistrati di indagare e provarlo, non esisterà giudizialmente mai! Le piace vincere facile?
    2) Potrei ancora proseguire sul ragionamento di cui al punto 1 ma mi fermo perché altrimenti farei un torto alla sua intelligenza e a quella di chi la pensa come lei. Veniamo al punto 2. Ammesso e non concesso che tutto quello che ho scritto in precedenza sia sbagliato o non corrisponda al vero, lei deve ragionare con la sua testa e non con la testa del legislatore o di colui il quale interpreta le leggi. Le sembra normale respingere una richiesta di rogatoria che punta a fare chiarezza all’interno del nostro (marcio) Paese e del vostro Paese?
    Detto questo, non capisco dunque come si possano allineare normative così diverse partendo da questi presupposti, E’ come far sposare un romanista con una laziale (mai nella vita!) o un talebano con madre Teresa di Calcutta.
    Io – che sono un critico feroce del “marcio marcissimo” del mio Paese come, credo, avrà avuto modo di vedere in ciò che scrivo o dico su Radio24 – non tifo contro accordi tra i nostri due Paesi ma, molto più serenamente, mi chiedo come si possano firmare accordi su queste basi. Su basi per le quali si viaggia su mondi diversi. E non dico mondi ideali! Al contrario: mondi disdicevoli (per molti aspetti) dall’una e dall’altra parte.
    Detto che non sono il portavoce della Procura di Forlì, nella quale non solo non conosco i magistrati ma neppure un usciere e che voi non ci crediate me ne po’ fregà de meno (come diciamo noi romani:mi rimbalza, anzi in romanesco è m’arimbarza e se anche conoscessi qualcuno non risponderei comunque al posto suo) le rispondo che se vuole può rivolgersi direttamente alla Procura con le sue domande. Se riterranno i magistrati le risponderanno. Altrimenti dovrà attendere la lettura dei giornali o consultare i media.
    Anche per me sono tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio. Certo è che le probabilità di innocenza e verginità aumentano se la possibilità di provare il contrario viene eliminata in partenza! O no? E a questo proposito mi piacerebbe sapere se – come scrive un commentatore, il Marchese, su questo post, suo connazionale – le sembra, vi sembra logico o contro natura il fatto che la magistratura sia messa nelle condizioni di non agire in maniera indipendente. Da noi, in Italia (solo sulla carta, spesso, almeno la terzietà è sancita dalla Costituzione),
    Un caro saluto e un bacio (me lo consente? Casto: sulla guancia). Salutoni a tutti e non perdetevi ciò che metterò in linea lunedì mattina.
    Roberto

  • Massimiliano Sacchi |

    Non penso serva commentare ulteriormente questo articolo in quanto descrive esattamente, senza peli sulla lingua, la realtà Sammarinese e la grande piovra politica
    Carissimo Dott. Galullo se mai dovessero arrivare insulti NON TI CURAR DI LORO MA SCRIVA . . . .
    A San Marino non amano il contraddittorio e non sono abituati ad essere ne giudicati, ne seguire regole.
    Nello specifico amano tantissimo comandare . . . . ma le cose cambieranno . . . . TE VOIA ! ! ! !
    basta guardare i casi di malagiustizia che vengono sfornati all’interno del Tribunale Unico di San Marino e tutto il polverone che stà arrivando per non parlare delle notizie che NON FANNO USCIRE perchè trattasi di “MALINTESA RAGION DI STATO”

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