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Bombe e delibere, affari e veleni, cosche e massoni: Lamezia apre i giochi della lunga campagna elettorale in Calabria

Per capire (alcune) cose che a breve potrebbero accadere in tutta la Calabria basta fare una tappa a Lamezia Terme.

E’ la capitale mancata della regione. Ha tutto: porto vicino, aeroporto, strade, autostrade, superstrade, un’economia agricola che sarebbe anche florida e un’area industriale (la più grande del Sud) con le pecore che pascolano all’interno. E’ fantastico vedere pecore che si aggirano tra i capannoni dove fervono le attività industriali. Non ci credete? Andateci e vi ricrederete.

Peccato che Lamezia abbia un problemino: la ‘ndrangheta. Per carità, direte voi, il problema è ovunque in Calabria. E anche altrove: ormai le cosche calabresi spadroneggiano in lungo e in largo su tutto il territorio nazionale, europeo e mondiale.

Nel bene e nel male – però – Lamezia diventa spesso un laboratorio della politica calabrese. La peggiore e la migliore. Sciolta per mafia due volte per infiltrazioni mafiose, ha avuto una parentesi di un sindaco inavvicinabile: Doris Lo Moro, amicissima di Loiero (scusate l’ironia), magistrato antimafia in aspettativa, ex assessore regionale alla Sanità (ha tentato di salvare il salvabile e per questo è stata presa a pesci in faccia) e ora deputato. Bene, dopo Lo Moro un altro sindaco inavvicinabile: Gianni Speranza.

Anche Speranza, come Lo Moro, ha dunque un difetto: è (fino a parola contraria, che vale per tutti) onesto e vuole dunque proseguire nel risveglio morale e culturale della città avviato da Lo Moro, si schiera sempre per la legalità e incoraggia gli imprenditori (quei pochi) che denunciano. Sembra che si sia sempre appena svegliato e l’area stropicciata da politico indolente diventa un’arma in più. E’stato molto votato come sindaco, ma va sotto in consiglio dove la maggioranza dei consiglieri è del centrodestra (anche se in Calabria le due coalizioni si diversificano allo stesso modo in cui è facile distinguere due gemelli omozigoti che, perfidi fino in fondo, si vestono anche allo stesso modo).

I tentativi di far cadere Speranza sono innumerevoli e ora vanno avanti come un treno impazzito. Motivo? Lamezia – che sempre appetibile è stata per le cosche – sta per essere beneficiata da un mare di quattrini: come zona franca urbana e in virtù dei finanziamenti a contratti di programma, contratti di quartiere e chi più ne ha più ne metta.

Soldi a pioggia ma – come se non bastasse – c’è lo sblocco, dopo anni di attesa, dei piani di lottizzazione edilizia del Comune.

Pensate che le cosche lametine possano pazientare ancora? Pensate che – nella geografia del crimine organizzato – le cosche lametine possano dimostrare alle altre di essere meno violente e crudeli? Pensate che Lamezia – capitale della massoneria deviata calabrese, con personaggi sul filo del rasoio tra criminalità e affarismo sfrenato – possa resistere a lungo all’assedio? E pensate, infine, che le cosche non decidano di influenzare il futuro voto politico amministrativo locale, oltre che fare da apripista alle commistioni in vista delle prossime elezioni europee e regionali?

Alle prime tre domande rispondete no, alla quarta sì.

Il concentrato di questa bomba a orologeria è una raffica di attentati in sequenza, fino ai colpi di fucile al portone di casa del segretario regionale dell’Udc, Franco Talarico, lametino doc e una bomba che devasta il pianterreno della sua villa al mare. Tutto, ai primi di novembre, nel giro di 4 giorni. Niente male no? Il fatto più grave in Calabria dopo l’omicidio Fortugno Franco da Locri (per i più uno sconosciuto della politica, esattamente come Talarico Francesco, detto Franco, da Lamezia).

Dopo pallottole e bombe, i veleni.

E qui seguitemi perché la storia è fantastica.

Prima tappa: la mia chiacchierata con Talarico che condenso per brevità e pietà nei vostri confronti. Talarico punta alla pista politica e non si esprime su quella mafiosa (che neppure un cieco escluderebbe). Perché la pista è politica? Me lo spiega lo stesso Talarico. “Di volta in volta scegliamo con chi votare”, mi dice. “Ad esempio a fine ottobre abbiamo votato a favore dell’assestamento di bilancio e dato il via libera alla delibera su una lottizzazione”. Si, ma la delibera permette di costruire anche al suocero. Non sarà mica stato uno scambio di favori? “Lo escludo categoricamente, abbiamo operato nella legittimità assoluta. Mio suocero è un imprenditore che comincia ad avere anche alcuni interessi edilizi e allora? Chi ha avanzato questa ipotesi è stato querelato”. E chi avanza l’ipotesi? L’opposizione (sulla carta), la stessa che - in pieno consiglio in cui all’ordine del giorno c’è la solidarietà a Talarico e contesta le lottizzazioni - a un certo punto si alza e chiede conto al sindaco del perché non autorizzi un palazzo di 10 piani al posto di due cinema. Fantastico no? Ma su chi punta in particolare il dito? “Mario Magno”, dice serafico Talarico, ”visto che lo ha dichiarato chiaro e tondo a un tv locale. Sto acquisendo la cassetta prima di procedere alla querela”. Magno? Magno chi? L’angelico Magno, lo stesso Magno, di Forza Italia, ex Udc, che le proclama versi di eterno amor? “Ma non siete amici?”, chiedo ingenuo. Silenzio e risatina…clic.

Seconda tappa: la mia chiacchierata con Magno (riassumo anche qui per pietà). La matrice dell’attentato? “Chiaramente mafiosa” dice Magno (almeno, lui, non è cieco). La lottizzazione che coinvolge anche il suocero di Talarico? “Perfettamente lecita e legale”, dice ancora “l’ho votata anche io”. Scambi di favore? “Ma quando mai!”, continua. Ma almeno è vero che ha fatto certe dichiarazioni e che non è amico di Talarico? “Amicissimi siamo e a lui va tutta la mia solidarietà” sospira beato. Altro clic.

Ora, mentre questo siparietto corre il rischio di stordire il più audace dei cronisti, accade che l’Udc negli ultimi tempi sia stata infilzata da una serie infinita di disavventure: prima l’arresto di un consigliere regionale, Dioniso Gallo, ex assessore regionale alla forestazione, poi l’arresto del sindaco di Gioia Tauro, Dal Torrione, poi attentati e minacce a vari consiglieri sparsi qua e là per la Calabria, l’arresto di Pasquale Inzitari, tra i boss dell’Udc in Calabria, presentato e non eletto alle ultime politiche e via di questo passo. E accade che all’Udc – non sapendo come uscirne a Lamezia come nel resto della regione dove mette in pratica l’audace politica dei due forni – venga tirata per la giacchetta. Da chi? Da chi si è già schierato e sa che il vento girà in una certa direzione.

“Esclude che queste bombe siano anche l’inizio di una lunga campagna elettorale e che stiano suonando a morte per un Udc che non decide da che parte stare né a Lamezia né altrove?” chiedo a Talarico. Ecco la risposta: “La sua riflessione”, dichiara, “e cioè che sia un’intimidazione all’Udc, la stanno facendo anche altri”. Altri chi? Tutto qui? Tutto qui, niente altro esce dalla bocca di Talarico, che ora vive sotto scorta.

Pallottole, bombe, affari e veleni a Lamezia: cari lettori, la lunga campagna elettorale e la infinita campagna affaristica in Calabria riparte da qui. Da una città divisa in tre città (Sambiase, Sant’Eufemia e Nicastro), con massoni deviati che si moltiplicano, con tanti quattrini alle porte, con un sindaco che resiste, cosche che sparano, e pecore che brucano nell’area industriale. Tutto qui? E vi pare poco?

Roberto.galullo@ilsole24ore.com

Commenti

Caro Roberto, ho appena finito di leggere l'ultima parte dell'inchiesta sui rifiuti in Sicilia condotta da te e da Giuseppe Oddo per il Sole. Capisco bene perchè questo pezzo ha creato così tanto clamore. Sarebbe bello se tu lo postassi anche qui, in modo da far nascere un dibattito su quella che si profila come una delle migliori inchieste per quanto riguarda la Sicilia. So che i giornalisti seri non si rinraziano, perchè fanno il proprio lavoro, ma a me viene dal cuore.

I miei complimenti. Caro collega sono rimasta folgorata dal suo coraggio e dalla sua penna. Spero un giorno, se qualcuno mi consentirà ancora di fare giornalismo (ma ne dubito), di acquisire la sua stessa scioltezza linguistica e polemica. Ho appena letto il suo articolo su Lamezia. Lo condivido in pieno. Lei ha centrato il bersaglio. Sono una giornalista di Cosenza (città ultramassonica) Buona giornata
Alessandra

Quando ero studente fuori sede, e tornavo a Lamezia per le elezioni, rimanevo sempre a bocca aperta nel leggere i nomi dei candidati. Quei nomi non mi risultavano mai nuovi. Guardando i manifesti elettorali, con stupore chiedevo al mio migliore amico, che è sempre vissuto a Lamezia:"Ma questo non è quello che...?", e prima che finissi la frase lui annuiva, e insieme arrivavamo a dire il cognome della famiglia mafiosa alla quale il volto del manifesto apparteneva e faceva favori. Da quando sono tornato a Lamezia osservo coi miei occhi ciò che prima mi veniva solo raccontato dal mio amico, e lo stupore è diventato rabbia. Le facce dei manifesti non cambiano, ma non cambia neanche il simbolo che accompagna quei volti, il mitico scudo crociato (libertas!).A Lamezia l'Udc è sempre stato il partito più votato. E non cambia nemmeno la famiglia che dòmina incontrastata (mai subìto un arresto o un omicidio "importante"). L'Udc e Forza Italia hanno raccolto la crema della rappresentanza politica della ndrangheta lametina. A Lamezia, nel periodo elettorale, vengono regalate ricariche telefoniche e buoni benzina, si organizzano delle belle serate "occupando" interi locali e pagando da bere per tutti. Il deputato Galati è un maestro, ha imparato come fare e l'ha insegnato a sua volta ai "discepoli" locali, che Lei ha avuto il piacere di intervistare!Il sindaco Speranza è una persona per bene. Troppo buono, dicono in tanti, per fare il sindaco di questa città. Una città piena di banche, supermercati, centri commerciali. Una città-lavatrice. Una lavatrice ultratecnologica, che lava tanto ma non fa rumore, se non quando salta il portone di casa al mare del segretario del partito con lo scudo crociato!
La ringrazio caramente per il suo articolo,
David

Il quadro non fa una grinza, caro Roberto. Mi permetterei soltanto di completarlo con una pennellata, di mafia naturalmente: le pecore che pascolano ogni giorno indisturbate nell'area industriale di Lamezia, su terreni che appartengono per lo piu' alla Regione, appartengono a prestanome del boss che risulta vincente nella lotta di 'ndrangheta in corso a Lamezia. Ed è lo stesso gregge che intralciò per un paio di minuti la gita in pulmino nell'area industriale di Luca Cordero di Montezemolo, quand'era presidente di Confindustria. Meditate, gente, meditate.
Buon lavoro carissimo Roberto
Saluti a tutti, Mr. Trippa

qui a lamezia ci troviamo in una realtà veramente strana: si parla di potenzialità da decenni, aeroporto, area industriale, snodo strategico, e tante altre, ma la politica non ha mai fatto gli interessi della città e soprattutto dei cittadini. Si fanno commissioni per discutere se un pianeta faccia parte o meno del sistema solare e si tralasciano decioni di vitale importanza... purtroppo il male peggiore della nostra città è la mediocrità di noi cittadini che non abbiamo il coraggio di voltare pagine alle elezioni e votiamo sempre per gli stessi loschi figuri (direttamente ed indirettamente)

Egregio Dott. Galullo, Ho letto con molto interesse il suo articolo sulla pesante situazione che si sta vivendo in questi giorni qui a Lamezia Terme, Il suo "pezzo", però, mi pare incompleto nella misura in cui non dice nulla sull'impegno di molti giovani lametini nel voler cambiare questa situazione per poter realizzare una città in cui i giovani, miei coetanei, possano trovare gli stimoli per rimanere anziché emigrare. Le ricordo la reazione dei ragazzi il 28 ottobre del 2006 dopo il vile attentato incendiario in cui la famiglia Godino ha perso tutto, casa e lavoro. In piazza sono scesi in 5000, ragazze e ragazzi, studenti e non, per mostrare all'intera nazione il vero volto di Lamezia Terme. Noi giovani non ci siamo limitati ad organizzare quella manifestazione, ma ci siamo ritrovati e messi a porre le fondamenta di un progetto: il Music Against Ndrangheta festival musicale e non solo. La prima edizione si è svolta il 12 dicembre 2006, si è dato quello spazio necessario ai ragazzi che hanno la passione per la musica, fanno parte di una band, e hanno pochissime e rare possibilità per dare sfogo alla loro vena artistica. Quest'anno, giunti alla terza edizione, abbiamo pensato di far evolvere la manifestazione e allargarla anche all'Arte, alla fotografia e alla Letteratura, e fornendo ai partecipanti non solo la vetrina per mettersi alla prova e farsi vedere ma anche gli strumenti per poter continuare a praticare e seguire la loro passione che, chissà potrebbe diventare la loro professione. Cosi diamo la possibilità a chi si è distinto di realizzare una mostra fotografica, una di arte, regaliamo un tot di libri all'autore del tema migliore, alla band, invece,la possibilità partecipare ad altri festival, registrare demo, passaggi su radio nazionali e aprire il concerto di Capodanno di Caparezza.Vogliamo creare anche al Sud, e soprattutto a Lamezia Terme, quelli che possono essere delle possibilità, dei trampolini di lancio. Anche il Music Against Ndrangheta è uno strumento molto valido per combattere l'illegalità e la malavita. Se faccio morire e deperire il territorio, l'ambiente cittadino, lasciandolo al suo destino, faccio gioco facile per la Ndrangheta, creo l'humus adatto affinché metta radici. Con il Music Against Ndrangheta dimostro che un'altra Lamezia Terme è possibile: attraverso il concorso di Letteratura faccio riflettere gli studenti delle scuole sul tema della Ndrangheta, cosi come invoglio i giovani musicisti a comporre musiche e testi sulla stessa tematica. Mentre con il contest di fotografia invoglio i ragazzi a riscoprire le parti belle della Città e con l'Arte dò libero sfogo alla fantasia pittorica. Per non parlare del mondo associazionistico presente nella manifestazione. Un esempio su tutti è Emergency che in due ore di stand è riuscita a raccogliere tra i giovani 255 euro da destinare alla costruzione di un presidio ospedaliero in Sierra Leone. Molti dei partecipanti hanno ricevuto complimenti e son stati contattati per altre manifestazioni e a noi ragazzi dell'organizzazione è stato già chiesto di realizzare la quarta edizione di questo che è un festival unico nel suo genere. Questo è quello che volevo raccontarle, quel fermento positivo dei giovani che è presente a Lamezia Terme, che hanno deciso di rimanere nella propria città senza rimanere con le mani in mano, ma rimboccandosi le maniche prendendo la pala e iniziando a spalare la merda che ci soffoca. Chiunque vuole darci una mano è ben accetto! Dott.Antonello Iovane 30 anni

Splendida, splendida lettera quella di Antonello.
Si commenta da sola e spero che tutti la leggano per vedere che la Calabria non è marcia ma spesso è dominata da un pugno di gente marcia che soffoca la collettività.
Quando riportavo l'orgoglio morale e civile della città, che si afferma anche grazie a sindaci onesti, non mi potevo dilungare oltre per ragini di sintesi.
Ma è in giovani come Antonello che è riposto il futuro e la liberazione dalle mafie della vostra terra. Dico mafie: quella che spara e opprime, la ndrangheta, si sposa infatti con quella dei colletti bianchi e con quella della politica. Spero davvero che Lamezia e la Calabria tutta alzino la testa e colgo l'occasione anche per ringraziare gli autori degli altri commenti, come quello di mister Trippa. Credo di aver capito chi è: un Uomo, nel senso sciasciano del termine. Di gente come lui e come Antonello la Calabria ha biosgno
salutoni
roberto

questo suo articolo e' fantapolitica
certo ci sono delle verita
due giorni fa e' morto Principe che insieme con Mancini
ha portato l'universita in un posto sperduto e lo ha trasformato in eremo felice e fortemente produttivo l'universita doveva sorgere a lamezia Terme dove oltre a creare grande sviluppo sarebbe stato al centro della Calabria
un universita regione,ma Lamezia non ha avuto ne Principe ne Mancini ma una marea di politici MEDIOCRI e continua ad averli come questo Sindaco che pur di continuare ha accettato
tanti compromessi ,accordo con tutti,ha creato ultimamente una giunta mistificando personaggi di destra come nuovi elementi di sinistra,si regge e si e' retto con accordi sottobanco con i singoli consiglieri comunali,al di fuori dei partiti.
Una politica di programmazione di piccolo cabotaggio ,dove sono tutte le potenzialita della nostra citta,il turismo,le Terme,l'area industriale piu grande della Calabria,il nodo dei trasporti unico in Italia eccc con tutte qs potenzialita Lamezia terme
avrebbe potuto essere una citta con un insieme di tante realte di sviluppo
della nostra Italia e non solo.
La mafia sta aspettando i tanti soldi che stanno arrivando e questo consiglio comunale cosa sta aspettando...il panettone.
Il suo articolo ha tante pecche ,ma vede la nostra realta dal buco di una serratura ..Inoltre continuamo ad esaltare la Lo Moro che voleva salvare la sanita' regionale e non glielo hanno permesso.
Uno degli artifici della crisi della sanita regionale e' proprio la Lo Moro,che ha creanno tanti danni,uno per tutto la proposta di creare quatto nuovi ospedale in Calabria ,ma come siamo circondati di ospedali e se ne vogliono creare altri quattro e con quali soldi costruirli e con quale soldi gestirli.Solo una legge elettorale assurda gli ha concesso di essere parlamentare.
La criminalita si combatte con l'occupazione dei giovani e con una programmazione seria di sviluppo e traformando la nostra citta da grande citta virtuale in grande citta reale.

DOMENICO


Caro Roberto sei sempre troppo buono oltre che bravo. Non è facile beccare giornalisti come te d'ispirazione montanelliana, perchè l'autonomia in questa categoria è come i Panda, un animale in via d'estinzione.
Al Signor Domenico invece dico solo una cosina: la grammatica!!!
Grazie Roberto. E buona fortuna. Mr. Trippa

Caro Domenico,
se è così convinto delle cose che scrive, perché non si firma con il cognome? A esser maliziosi si potrebbe pensare che lei non abbia fino in fondo il coraggio di ciò che scrive. Forse perché la sua non è una città e una regione in cui si può esprimere liberamente ciò in cui si crede? Forse pechè parla a nome di qualcun altro?
Malizie, ovviamente, le mie, che attendono però di essere smentite e dunque: ce la rispedisce una bella lettera, magari un po più articolata e motivata, con il cognome e magari qualcosa di più sul suo impegno per migliorare la sua terra?
Ci spiega perchè la mia è fantapolitica? E le bombe? Sono fantabombe? E le cosche? Sono fantacosche?
Vede, forse vedrò anche da un buco della serratura la sua realtà, ma a me sembra che invece lei metta, come gli struzzi, la testa sotto la sabbia.
Le chiedo: a Lamezia il problema è il traffico (come diceva paradossalmente Benigni in un celebre film riferendosi a Palermo) oppure la subdola commistione tra politica deviata, massoneria deviata e ‘ndrangheta che ne blocca lo sviluppo armonico?
Perché – apparte i giovani e cronisti coraggiosi come mister Trippa – nessuno vuole affrontare i temi velenosi della vostra regione?
Quanto all’ex assessore regionale alla Sanità, Lo Moro, io non sono il suo avvocato difensore e me ne frego in realtà di tutti i politici ai quali la professione mi impone di mordere le caviglie come deve fare un cane da guardia (questo è il compito della stampa). Le chiedo semplicemente una cosa: le piaceva il precedente e il successore? Bravo, se li tenga e magari firmi una petizione per santificarli: a me sembrano ben poca cosa. Soprattutto il nuovo, che l’illuminato Loiero Agazio (averne di Governatori così in tutta Italia, averne…) tiene al guinzaglio. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Cordialmente
Roberto galullo

Leggo la sua risposta,Le rispondero in tempi rapidissimi,non sono abituato a fare da prestanome ne tantomeno a fare lo struzzo del momento,faccio politica da circa trent'anni anche se non nelle istituzioni,ho contribuito nel mio piccolo a fare crescere questa citta'.Avrei potuto fare molto di piu' se mi fosse data la possibilita' nelle istituzioni.
Non ho firmato non perche' mi manca il coraggio.
Nella mia lettera successiva ,non solo scrivero' il cognome ,ma sono disponibile ad incontrarla.
In quanto a M. Trippa professore di grammatica vorrei dire che oggi ,puo succedere di scrivere un email dimenticandosi i punti e virgola,ma quello che conta in certi momenti e' il contenuto piu che la forma.
Domenico

Appunto sig Domenico senza cognome (che poteva comunque mettere almeno in questa replica), ci stiamo tutti chiedendo (a partire da mister Trippa): dov è la sostanza dei suoi discorsi?
In attesa della sostanza (mi verrebbe da dire della trippa),
la saluto cordialmente
roberto

Il degrado, l'arretratezza, le quotidiane aggressioni criminali che il terriotiro subisce, non sono suffcienti a farci rendere conto che siamo arrivati molto oltre ogni limite di civilità?
Ma tutti viviamo la stessa realtà? la stessa calabria? la stessa Lamezia terme? Oppure ognuno di noi vede e vive una realtà diversa? Vi è una doppia calabria? vi è una doppia Lamezia ? insomma esistono due realtà, oppure viviamo e vediamo la stesa terra? se così è come si fa ad essere felici e decantare le lodi e le virtù di una classe politica, che non da sola, ma con l'omertoso silenzio della società civile, che è responsabile a questo punto più della politca, ha distrutto il nostro terriotorio ed il nostro domani.Francamente non riesco a capire confondore due colori netti come il bianco e di nero non è cosa facile, se vivessimo in una realta grigia forse un daltonico, poteva confonderla, ma francamente, più nero del nero, non credo sia possibile.
La mia speranza è che la società civile si stanchi di vivire e subire una realtà dove:
-il sistema scolastico è di almeno due anni arretrato rispesto al nord del paese (fonti centro studi confindustria); il che significa che i nostri figli alla fine del eprcorso scolastico saranno fuori mercato rispetto ad altri giovani, e quindi senza lavoro.
-un sistema sanitario che per il 90% dei casi, è da paesi del terzo mondo, dove i casi di malasanità sono quotidiani e sotto gli occhi di tutti; e dove , egoisticamente,ognuno di noi spera solo di non averne bisogno.
-un territorio dove non vi sono infrastrutture, strade , ferrovie, basta prendere un treno che dal sud va al nord per rendersi conto di quale realtà viviamo.Lo stato del nsotro sistema stradale non ha bisogno di commenti.
- un territorio dove la legalità è una utopia, dove è l'antistato a governare e determinare regole e leggi.
-un terriotrio dove ogni giorno, chi ha un minimo di reddito si trova costretto a nasconderlo, per evitare che il mafioso di turno chieda la mazzetta.
-un terriorio dove non vi è la libertà di essere e vivere secondo la propria possibilità.
L'elenco è sicuramente chilometrico, ma provocatoriamente tutto ciò potrebbe servire per svegliare dall'apatia , dal decennale sonno, la società civile, il 99% di persone perbene che vivono questa "maledetta" terra.
Il disperato bisogno di non poter subire più le angherie, le violenze, e tutto quanto sta avvennedo, potrebbe e dovrebbe portare la gente a dire basta.Aprire gli occhi, non confondere più il bianco dal nero, non confendere il criminale con le persone per bene, il politico , raro, dal politicante. Dovremmo aprire gli occhi e fare quello che è stato fatto in sicilia molti anni fa, la "rivoluzione delle lensuola bianche". si la rivoluzione dove la società civile si ribella e dice basta.
Quando avremo il coraggio di dire e fare ciò?
Intanto per amore della verità e per rispetto alla dignità di ognuno di noi, per favore con confondiamo le guardie dai ladri.
Giornalisti con le "palle" c'è ne sono pochi ed il dr Galullo è uno di questi, per favore non nascondiamoci dietro il nostro non coraggio (omertà)per attaccarlo.Lei dr Galullo, per quanto vale, ha la mia stima.
Grazie per quello che fà e dice.
Nino
PS:scritto di gettito scusate errori e sviste grammaticali

Caro Nino,
gli attacchi fanno parte del gioco. Va bene. Il problema è che di uomini in giro ce ne sono pochi. Io ho la fortuna ci conoscerti e so che lo sei
Un abbraccio
roberto

Gentile Dott. Gaullo,
Grazie per le informazioni, i fatti e la chiarezza contenuti nei suoi articoli. Essi, insieme a quelli di altri giornalisti indipendenti, costituiscono una fonte preziosa per chi vuole riflettere criticamente su cosa sia la societa’ calabrese. Ritengo che in una nazione che faticosamente sta cercando di sviluppare una cultura democratica e liberale, noi calabresi siamo ancora all’inizio di un percorso che altre comunita’ hanno gia’ fatto. Questo implica, domandarsi sulle cause profonde dei nostri mali. Dopo aver per anni negato l’esistenza della ndrangheta, oggi cerchiamo di “rimuovere” tali cause spiegando il sottosviluppo come mancanza di infrastrutture o insufficienza di risorse finanziarie.
I suoi articoli hanno il pregio di ricordarci che il nostro problema non è mai stato l'arretratezza economica, ma il suo sistema di valori, la sua organizazione sociale, i meccanismi di selezione della classe dirigente e il modo di "gestire" le istituzioni.
Antonio Pezzano

Gentile dott. Galullo, appena ho letto il suo articolo "Bombe e delibere, affari e veleni" non ho potuto che apprezzare la lucidità con la quale ha descritto una realtà di cui, non abitando da queste parti, è difficile avere l'esatta percezione. Non le nascondo di essermi chiesta come ha fatto ad avere simile contezza dei ‘drammi’ ormai perenni vissuta in una cittadina di provincia (quale è Lamezia Terme) con antiche pretese da metropoli che, al momento opportuno, sono strumentalmente pompate da questo o quel politico soltanto per assicurarsi la tenuta della sua comoda e più che fruttuosa 'poltrona'.
Sono la giornalista pubblicista che Le ha chiesto di poter pubblicare il suo articolo sul quindicinale con il quale collaboro che si chiama (per l’appunto) "Il Lametino".
Il numero, in edicola da sabato 15 novembre, ha dato il dovuto risalto a “Bombe e delibere, affari e veleni” tant’è che è stato pubblicato in prima pagina ed è seguito da diversi approfondimenti sul tema vista la concomitanza di due eventi che hanno destato un certo clamore: la denuncia del tentativo di estorsione (ciò che in Calabria è definita 'la mazzetta' e in Sicilia "il pizzo") a danno del presidente della locale sezione di Confcommercio e i due gravi atti intimidatori subiti da Franco Talarico (il consigliere regionale nonché segretario regionale dell'UDC) di cui lei parla nel suo articolo.
La ringrazio per la disponibilità dimostrata. Come già comunicatole, ho provveduto ad inviarle copia del giornale.
Le porgo i miei più cordiali saluti.
Mariateresa Costanzo

Cara Mariateresa,
grazie per le belle parole di apprezzamento. Diciamo che da qualche anno racconto la tua terra che credo di conoscere anche se non mancano politici (mi viene il vomito solo a definirli tali) che vedono le mie inchieste sul Sole-24 Ore e Radio 24 come il fumo negli occhi: tutto nero su bianco e pubblicato sul mio giornale ma per fortuna ho le spalle grosse e protette da un grande direttore come de Bortoli. Mi amano a destra, a sinistra e al centro (anche se questa divisione in Calabria è teoria allo stato puro nel nome degli affari). Prova un po a indovinare perchè! Una risposta puoi trovarla – oltre che su Internet – anche in qualche post che trovi in questo blog.
Buon lavoro
roberto

Salve non mi firmo e non intendo farlo nè ora e nè mai, perchè caro Galullo, ci venga lei a vivere in questa città dopodichè mi saprà dire se sbaglio oppure no. Le assicuro che se lei fosse di Lamezia, nemmeno lontanamente potrebbe pensare, di scrivere quello che normalmente ognuno, giornalista o cittadino avrebbe il diritto di dire. Non sono di questa città, nè di questa regione, il destino mi ha portato a viverci, purtroppo. Mi creda che è impossibile per una persona nata al nord capire i più semplici meccanismi sociali quotidiani. Qui impera uno schifo assoluto. Mi viene da ridere quando sfilano i ragazzi contro le cosche o quando fanno i cortei. Sono gli stessi che chiedono, tartassano, ossessionano politici, per un posto di lavoro statale. Sono gli stessi che rifiutano un lavoro, perchè si lavora di domenica, perchè ci si sporca, perchè si vede (beati loro) che campano lo stesso. 20.000 disoccupati e se metti un annuncio di lavoro ti arrivano 20 curriculum. Di questi 20, senza esperienza, studio, competenze, nè arte e nè parte, hanno anche delle pretese. Siete fortunati a vivere qui, perchè al nord sareste davanti alle chiese a far l'elemosina. Perchè cn la crisi che c'è pur di pulire dei bagni, devi andare al colloquio col sorriso perchè ce ne sono altri 100 dietro di te proni a lavorare. Ma qui no, tutti vogliono fare i bidelli. O lavorare al comune. Le pressioni le fanno le cosche e le fanno i singoli. Ognuno pensa in questa città che qualcosa gli sia dovuto. Mi spiace (e mi piacerebbe che qualche calabrese avesse FINALMENTE il coraggio di dire) che, se è vero che il pesce puzza dalla testa, qui c'è il marcio anche alla coda. Gente onesta? Forse qualcuno, forse tanti ma TUTTI abituati a pretender qualcosa. IL CALABRESE è persona priva di qualunque etica e senso civico. Il cittadino qualunque non cambia non solo perchè non può, ma perchè NON vuole, è meglio stare così. Di conseguenza TUTTO è per "amicizia" anche far le analisi del sangue. E poi GUAI a dir qualcosa, perchè la cosa ORRIBILE di questa città (PER ME CHE A CASA MIA SI SA CHI è ONESTO E CHI NO) non sai mai con chi stai parlando. Chi hai davanti, non puoi dire , sono tutti amici di amici, parenti di amici, parenti di parenti. Quindi non puoi dire NULLA perchè quello che hai davanti, ha sicuramente un parente in galera, un amico implicato. Bella la Calabria e belli i calabresi. Non siete vittime, ma parte di un meccanismo in cui nessuno vuole cambiare. E poi?? Chi fa la caserma dei carabinieri e chi mette le telecamere in città?? Ma certo.... proprio chi non dovrebbe. Lametini mi sbaglio??? E la polizia non sa nulla?? Che tristezza la calabria. Io voglio tornare presto a casa mia, dove un benzinaio è un benzinaio, un pasticcere è un pasticcere e puoi far due chiacchere in scioltezza al bar senza pensare che ti brucino la macchina.

Caro “schifo assoluto”,
non amo pubblicare lettere anonime e le rispondo di getto 8senza neppure correggere eventuali errori). Trovo che sia un gesto di codardia assoluta. Però…c’è un però. Lei abita a Lamezia (per sbaglio mi sembra di capire) e non è di Lamezia, città sulla quale, accomunando ad essa l’intera Calabria, riversa una marea di critiche. Anzi: la dipinge quasi come il male assoluto (lo schifo assoluto dietro il quale si cela come pseudonimo ci va vicino).
Orbene: apparte il fatto che del buono non può non esserci (anzi: come ripeto sempre un pugno di luridi ‘ndranghetisti è in grado di piegare cittadine del Nord, si figuri cittadine calabresi come Lamezia), apparte il fatto che accomuna (mi sembra) atteggiamenti commendevoli o menefreghisti od opportunisti ad atteggiamenti criminogeni (e c’è una bella differenza) vorrei invitarla a riflettere sulla seguente cosa.
Io non so se lei sia di un’altra area del Sud, del Centro o del Nord Italia (dove, ripeto, ci sono comuni dove la ‘ndrangheta si comincia non a vedere, quello accade da tempo, ma a respirare) però le chiedo: ma la cosiddetta società civile, lei, io, i nostri vicini di casa, che cosa abbiamo fatto per decenni? La nostra classe politica – che nel bene (quasi mai) e nel male (quasi sempre) – ci rappresenta, che cosa ha fatto per fare in modo che la “questione meridionale” con tutte le sue implicazioni, a partire dalle mafie, diventasse una “questione nazionale”? Glielo dico io: zero, faceva troppo comodo che fosse così, lasciando a pochi eroi il compito di gridare contro lo strapotere delle mafie, che vuol dire poi piegare la testa e per molti (che a differenza sua) sono obbligati a starci, vuol dire conviverci anche se hanno schifo e ribrezzo di ciò che gli succede intorno. Non è un caso che su questo blog un lettore di Crotone – che ha avuto il coraggio di firmarsi – ha tuonato contro lo schifo della classe politica del suo territorio e ha annunciato che vuole lasciare la sua terra: come hanno fatto milioni, non centinaia, di persone prima di lui nei secoli. Credo che con quel giovane, se lei lo conoscesse, potrebbe trovare molte più affinità intellettuali e di valori che non – a esempio – con un ricco imprenditore del Nord che magari si è rivolto (o si rivolge) alle cosche per smaltire i rifiuti al Sud? Che dice!
Ora: Lo Stato non è un’entità astratta. Siamo io, lei e gli altri. Ciascuno faccia la propria parte e nel giro di due o tre generazioni – lo ha scritto il superprefetto Luigi De Sena quando era a Reggio Calabria – qualche passo in avanti (ripeto: “qualeche” passo in avanti) in Calabria si potrà fare. Capisce quanto lentamente si possono muovere le cose? Se ciascuno con il proprio mestiere e con le proprie attitudini civili ci metterà un piccolo sprint, chissà che le cose non si possano accelerare: prima che il resto d’Italia sia a livello della Calabria dove un pugno di ‘ndranghetisti quaquaraqua tiene in pugno un’intera collettività con il sostegno della politica (gran parte) e della massoneria deviata. Quel resto d'Italia dove forse neppure lei saprà più distinguere un pasticciere o un benzinaio e sarà obbligato a tenere la bocca chiusa. E' vita questa?
roberto

Guardi mi sento solo di dirle che quando arrivai qui la pensavo come lei, parlavo di Stato, conoscevo quello che chi abita al nord conosce. Crdevo che qualcosa potesse cambiare. Lo Stato qui è assente, a tutta l'Italia conviene che il Sud resti nelle situazioni in cui è. In questo le do ragione. La mia assoluta incredulità sta nel fatto che, vivendoci, ho notato invece qualcosa che non avrei immaginato mai. Cioè che, a parte i grandi interessi dove tra nord e sud non c'è differenza, in quanto molti rubano dove possono a discapito della gente onesta, i cittadini qui HANNO una mentalità non etica. Mi fa piacere se c'è qualcuno che si distingue e grazie a Dio ne conosco anche. Ma nella quotidianità mi creda, le cose di tutti i giorni non sono come sembrano stando seduti al nord. Qua hanno tutti il brutto vizio di dare la colpa a qualcuno, cioè lo Stato. Mi creda, ma non la devo convincere, la mafia non si potrà mai combattere se nel territorio è radicata una mentalità mafiosa da parte della maggioranza delle persone. Niente cambia se non cambia il cittadino. E qui il cittadino non è solo vittima mi creda. Ognuno qua vive di questa mentalità. Agisce secondo questa mentalità. Le potrei raccontare tante cose mi creda. Cose che presumo un cittadino lametino non potrebbe, perchè qui nessuno fa MAI un mea culpa. Mi chiami vile codardo come meglio crede. Io la invito a vivere qui un anno. Nella sua quotidianità, da andare dal dottore o al Comune. Cioè tutto quello che lei dà per scontato ogni giorno qui non lo è. Qui tutti puntano il dito contro qualcuno, contro lo Stato, i Politici. Nessuno verso sè stesso. Mi creda è una mentalità della gente nella quotidianità. Dopodichè mi congedo invitandola a ricredersi che non è "un pugno di balordi" che governa questa terra, insieme ci sono tante altre persone che alimentano questa cultura. Normali cittadini. Ripeto non esiste senso civico. Etica e correttezza. Dalle grandi cose alle più banali. Nemmeno io credevo questo arrivando qua. Credevo di trovare gente "schiava" di un sistema più grande di loro, non di trovare un "sistema" radicato dove tutti fanno gli ingranaggi. Facile sembrare solo vittime. Ma le cose non sono come sembrano mi creda.Comunque questa non è vita, concordo ma ripeto anche che al Nord, se uno non è un balordo grosso o piccolo, e vive la sua umile quotidianità difficilmente ha paura di parlare e quando va dal benzinaio sa che è un benzinaio. E difficilmente si immischia con i balordi. Ripeto lei qua non sa mai chi ha di fronte. Provare per credere. E' assolutamente inutile puntare il dito verso una sola direzione, quando invece il problema è molto articolato e non cambia in quanto radicato molto profondamente nella gente. E' un discorso complicato da spiegare, e forse troppo scottante. Meglio continuare a pensare che il male siano solo lo Stato i politici e la 'ndrangeta.
E non mi firmo, perchè qui si permettono di sparare non solo le cosche, ma anche i privati, che lei ci voglia credere o no.

Ah aggiungo una cosa: qui se sei vittima, passi subito da colpevole in quanto la mentalità è "se ti fanno qualcosa te lo sei meritato (cercato)". Tutto viene strumentalizzato a convenienza, Il sindaco è bravo o onesto dipende da chi parla. Se ti sparano sei vittima oppure implicato. Una matassa difficilmente comprensibile. Comunque lei difende tanto certe persone a discapito di altre, ma si informi su chi fa cosa in questa nomina. Parla di comune sciolto per mafia ma non è proprio così. Conviene a tutti dire le solite cose perchè andando a fondo si vedrebbe qualcosa di sconcertante. Ma non solo politico o mafioso mi creda.

Forse il coraggio sta nel restare a Lamezia. Mi addolorano le parole di una persona, non Lametina, che fa di tutta un'erba un fascio. Io sono Lametino e conosco tutti i difetti di noi cresciuti a pane e pallottole: forse siamo struzzi, forse siamo a "tirareacampare", forse a molti di noi non piace il lavoro, ad altri piace passeggiare davanti lo scolastico, ..., ma siamo al 99% brava gente, accogliente ed intelligente ed ... impaurita. Esprimo il mio accorato appello a darci una mossa, forse basta poco (finora non si è fatto neppure quello) per dare una sterzata: cultura, nel nostro paese (culturalmente siamo un paese) manca molta cultura, siamo assetati di cultura, e la divulgaione della cultura (di qulunque tipo essa sia) può farci fare il salto di qualità; ci mancano le discussioni, le apertre mentali, le divulgazioni, i giornalisti che lo facciano sul serio, le denuncie della sottocultura, gli spazi dove esprimersi ed essere ascoltati senza timore di essere emarginati. Non abbiamo una Stagione teatrale degna di tale nome, il teatro è un colabrodo, il cinema è assente, lo sport latita, ecc... A tal proposito un plauso grande, anzi enorme, va fatto al prof. Gaetano che combattte a favore della cultra nela nostra Città.
Giuseppe Muraca

Bell'articolo, ha fatto molto discutere nella nostra città.
Ma per fortuna lamezia non è solo questo...
C'è anche chi tra l'indifferenza di tutti, STAMPA compresa, si fa il culo per cercare di cambiare le cose...
La ricerca di spazi sociali, di legalità e di tutto ciò che dovrebbe essere ovvio in una città.
Vada a farsi un giro anche sul sito che ho linkato, e vedrà quanti progetti in cantiere ci sono...
Solo che come sempre siamo soli contro tutti, finchè nn ci arrenderemo anche noi e allora poi sarà davvero la fine.
Cordiali saluti!

Sempre per tenerLa informata che esiste chi a Lamezia Terme vuol cambiare le cose, La informo che è stata avviata l'iniziativa "Libera Libri Lamezia",a cui tutti possono partecipare gratuitamente e prendere liberamente un libro tra quelli proposti nell’ area di scambio ospitata presso lo Spazio aperto Giovani sito in Via Aldo Moro, 57 (i cui locali son stati confiscati ala mafia). L’intenzione è quella di realizzare uno scambio culturale, una condivisione dell’esperienza della lettura, anche attraverso la possibilità, data ai lettori, di lasciare un commento sulla scheda del libro che si è letto, in modo tale che il libro stesso, passando di mani in mani, sappia raccontare un po’ anche di coloro che lo hanno sfogliato.Quindici i titoli che avviano l’iniziativa, tra cui il best seller di Khaled Hosseini “Il cacciatore di Aquiloni”, il libro di notazione politica del giornalista Giovanni Floris “Risiko” ma anche romanzi ambientati in Calabria come “Anime Nere” di Gioacchino Criaco. L’elenco completo dei testi disponibili, nonché le loro trame con annessa possibilità di lasciare un commento, si possono trovare sul sito http://liberalibrilamezia.blogspot.com/. Elenco che verrà continuamente arricchito mettendo a disposizione dei cittadini altri libri, che saranno di qualsiasi genere senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e sociali.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare anche attivamente “liberando” i libri che li hanno fatti emozionare e/o riflettere e che, piuttosto di fargli prendere polvere in qualche scaffale, sarebbe più piacevole che lo condividessero con gli altri per farlo così diventare patrimonio di tutti.

Invito anche Lei Dott.Galullo a mettere a disposizione i libri di cui è autore, potrà così unirsi insieme a noi nel dare un piccolo contributo al miglioramento di questa città.

SPedizioni con consegna dalle 16 alle 20 dal lunedi al venerdi:
Libera Libri LAmezia
Spazio aperto Giovani in Via Aldo Moro, 57
88046 Lamezia Terme (Cz)

altrimenti:
Antonello Iovane via dei mille 171 88046 Lamezia Terme (cz)

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